Che cos'è un infarto miocardico e come si forma?
L'infarto miocardico (IM o "attacco cardiaco") è una necrosi di una parte del muscolo cardiaco causata dall'occlusione acuta e prolungata di un'arteria coronaria. Si tratta di un'emergenza medica assoluta: ogni minuto di ritardo aumenta l'estensione delle lesioni definitive. In caso di sospetto, chiamare immediatamente il 15. Gli integratori per la prevenzione cardiovascolare sono disponibili nella linea dedicata alla salute cardiovascolare del negozio.
- Fisiopatologia: placca aterosclerotica coronarica (deposito lipidico nella parete arteriosa) → fessurazione o rottura della copertura fibrosa → attivazione piastrinica → formazione di un trombo occlusivo → ischemia e successivamente necrosi miocardica (irreversibile oltre i 20–40 min senza riperfusione)
- Localizzazione: infarto miocardico anteriore (arteria interventricolare anteriore — IVA — coronaria sinistra) — infarto miocardico inferiore (arteria coronaria destra) — infarto miocardico laterale — la topografia determina la prognosi e la gestione
- Fattori di rischio: tabagismo — ipertensione arteriosa — ipercolesterolemia (LDL elevato) — diabete di tipo 2 — obesità addominale — sedentarietà — anamnesi familiare di coronaropatia precoce
Quali sintomi riconoscere e come comportarsi?
- Sintomi tipici: dolore toracico intenso e prolungato (> 20 min) — sensazione di costrizione, oppressione o bruciore — irradiazione al braccio sinistro (o a entrambe le braccia), alla mascella, al collo o alla schiena — sudori freddi — nausea — pallore — affanno — sensazione di morte imminente
- Sintomi atipici (più frequenti nelle donne, nei diabetici e negli anziani): dolore epigastrico isolato — stanchezza intensa e insolita — dispnea senza dolore — nausea e vomito isolati — dolore dorsale o cervicale — non sottovalutare mai un sintomo toracico insolito in un soggetto a rischio cardiovascolare
- Cosa fare — chiamare immediatamente il 15:
- Chiamare il 15 (SAMU) senza indugio — non recarsi da soli al pronto soccorso
- Sedersi o sdraiarsi — non compiere sforzi fisici
- Se si dispone di aspirina e non vi sono controindicazioni note (allergia, emorragia in corso): 250–500 mg da masticare (effetto antiaggregante piastrinico immediato)
- Rimanere in linea con il 15 fino all’arrivo dei soccorsi
- Trattamenti di rivascolarizzazione d’urgenza: angioplastica coronarica primaria (ICP — dilatazione e posizionamento di stent — trattamento di riferimento) — trombolisi se l’ICP non è possibile entro 120 min — bypass coronarico (chirurgia di derivazione) in caso di fallimento o di anatomia coronarica complessa — l’obiettivo è riaprire l’arteria il più rapidamente possibile (“time is muscle”)
Prevenzione secondaria e ritorno alla vita normale dopo un infarto
Dopo un infarto, la prevenzione secondaria è indispensabile per ridurre il rischio di recidiva. Si basa su una terapia farmacologica a vita (antiaggreganti piastrinici, statine, beta-bloccanti, ACE-inibitori — su prescrizione cardiologica rigorosa) e su cambiamenti nello stile di vita. Gli integratori riportati di seguito supportano lo stile di vita, ma non sostituiscono mai la terapia prescritta.
- Smettere completamente di fumare (Tabac Info Service: 3989) — riduce del 50% il rischio di recidiva entro 1 anno
- Alimentazione cardioprotettiva: dieta mediterranea — omega-3 EPA-DHA (pesce grasso 2–3 volte a settimana — 1 g/giorno documentato nel periodo post-infarto miocardico nello studio GISSI-Prevenzione) — riduzione dei grassi saturi e del sale
- Coenzima Q10: cofattore mitocondriale del miocardio — livelli ridotti dalle statine — da 100 a 200 mg/giorno — indispensabile il parere medico nei pazienti coronarici in terapia
- Riabilitazione cardiaca supervisionata: ripresa graduale dell’attività fisica sotto supervisione — migliora la sopravvivenza a lungo termine — 150 min/settimana di attività moderata dopo la fase di recupero
- Vedi anche le patologie cardiache e le malattie cardiovascolari