L'emicrania è una malattia neurologica cronica recidivante, che si distingue dalla cefalea tensiva per la sua fisiopatologia, i sintomi e la gravità. Colpisce circa il 15% degli adulti (con una prevalenza femminile di 3 a 1) e costituisce la terza causa mondiale di disabilità secondo l'OMS. A differenza delle cefalee da tensione (dolore bilaterale, sensazione di pressione, intensità da lieve a moderata), l’emicrania è caratterizzata da un dolore unilaterale pulsante di intensità da moderata a grave, aggravato dall’attività fisica, associato a nausea, fotofobia e fonofobia. L’emicrania con aura (visiva, sensoriale o motoria) riflette una depressione corticale invasiva (DCE), un’onda di depolarizzazione neuronale che si propaga lentamente sulla corteccia, e riguarda dal 25 al 30% dei soggetti emicranici.
Un attacco emicranico tipico si svolge in quattro fasi successive:
La serotonina (5-HT) è al centro della fisiopatologia dell’emicrania. Prima della crisi, i livelli aumentano; durante la fase dolorosa, calano bruscamente, innescando una vasodilatazione delle arterie meningee e un rilascio di CGRP, mediatore pro-infiammatorio centrale del dolore emicranico. I triptani — trattamenti di riferimento per la crisi — sono agonisti dei recettori 5-HT1B/1D che inducono una vasocostrizione meningea e inibiscono il rilascio di CGRP. Il triptofano, precursore della serotonina, e il 5-HTP (5-idrossitriptofano) sono oggetto di studio come supporto nutrizionale per mantenere livelli stabili di serotonina tra un attacco e l’altro.
Diversi integratori dispongono di un livello di evidenza sufficiente per la prevenzione dell’emicrania:
Le emicranie catameniali (legate al ciclo mestruale) rappresentano circa il 60% delle emicranie nelle donne. Si manifestano tipicamente nei 2 giorni precedenti e nei 3 giorni successivi alle mestruazioni, in risposta al calo degli estrogeni. Questa ipoestrogenia innesca una vasodilatazione delle arterie meningee e il rilascio di prostaglandine pro-infiammatorie. Le emicranie catameniali sono spesso più lunghe, più gravi e meno sensibili ai triptani rispetto alle altre emicranie. Il magnesio (da assumere a partire da 10 giorni prima delle mestruazioni), gli omega-3 e la vitamina B6 (cofattore della sintesi della serotonina) possono ridurne la frequenza. La contraccezione ormonale e i trattamenti di fondo convenzionali richiedono il parere di un medico specialista.
Durante un attacco, diverse misure non farmacologiche possono ridurne l’intensità:
I farmaci d’urgenza (triptani, antiemetici) devono essere assunti il prima possibile nella fase dolorosa per garantire la massima efficacia. Un ritardo nel trattamento superiore a 2 ore è associato a una ridotta efficacia e a un aumento del rischio di recidiva.