La regina dei prati (Filipendula ulmaria), detta anche spirea ulmaria, è una pianta perenne della famiglia delle Rosacee, originaria delle zone umide dell'Europa e dell'Asia. Le sue sommità fiorite di colore bianco-crema emanano un caratteristico profumo di mandorla e contengono salicilati (salicilato di metile, monotropitina), flavonoidi (spireoside) e tannini. È proprio da questa pianta che nel XIX secolo fu isolato per la prima volta l’acido salicilico, all’origine dell’aspirina. È inserita nella Farmacopea europea.
Le indicazioni tradizionali riconosciute dall’EMA si articolano attorno a tre ambiti:
I salicilati contenuti nelle sommità fiorite sono precursori naturali dell’acido salicilico, la molecola madre dell’aspirina. A differenza di quest'ultima, sono accompagnati da tannini e flavonoidi che ne modulano l'azione e ne limitano l'aggressività sulla mucosa gastrica. Tuttavia, l’olmaria non sostituisce alcun trattamento e presenta tutte le controindicazioni dei salicilati. Il suo uso deve essere monitorato nei soggetti a rischio.
La sua delicata azione analgesica la rende una pianta di prima scelta nell’accompagnamentodell’artrosi, dei dolori reumatici cronici lievi e delle rigidità mattutine. Si integra naturalmente negli approcci fitoterapici per le articolazioni e favorisce il benessere articolare se assunta regolarmente. Qualsiasi dolore articolare acuto, accompagnato da febbre o in evoluzione richiede un parere medico.
I suoi flavonoidi esercitano un effetto diuretico molto apprezzato nei trattamenti drenanti. Si affianca alla betulla, alla linfa di betulla e al dente di leone nelle cure primaverili. Accompagna anche i programmi dimagranti agendo sui disturbi legati alla ritenzione idrica, a complemento di un'alimentazione equilibrata.
La frazione tannica della regina dei prati esercita una delicata azione astringente sulla mucosa digestiva. È indicata in caso di gonfiore, senso di pesantezza allo stomaco e disturbi digestivi funzionali. La sua tollerabilità gastrica la rende un’eccezione tra le piante contenenti salicilati, ma ciò non la rende per questo adatta alle ulcere in fase evolutiva.
Le forme galeniche dipendono dall’obiettivo:
Le sinergie vegetali vanno scelte in base all’obiettivo: