Che cos’è la betulla?
La betulla verrucosa (Betula pendula) e la sua parente, la betulla pubescente (Betula pubescens), sono alberi pionieri della famiglia delle Betulacee, emblematici delle foreste temperate e boreali d’Europa. La loro caratteristica corteccia bianca li rende alberi facilmente riconoscibili. In fitoterapia vengono utilizzate diverse parti: le foglie, ricche di flavonoidi (iperoside, quercetolo-3-galattoside) e di acido clorogenico;la corteccia, fonte di betulina e acido betulinico; i germogli, utilizzati in gemmoterapia. La Farmacopea europea e l’EMA ne riconoscono l’uso.
Quali benefici offre la betulla?
La sua versatilità lo rende uno degli alberi medicinali più completi:
- Effetto diuretico riconosciuto per il drenaggio renale e la ritenzione idrica;
- Supporto alle funzioni di eliminazione nelle cure disintossicanti;
- Allevia i disturbi articolari e coadiuva il trattamentodell’artrosi;
- Benefici per la pelle spenta e soggetta a imperfezioni;
- apporto antiossidante grazie ai flavonoidi presenti nelle foglie.
In che modo le sue foglie esercitano un effetto drenante così efficace?
I flavonoidi el’acido clorogenico presenti nelle foglie esercitano un comprovato effetto diuretico-acquaretico: aumentano il volume urinario senza una significativa perdita di elettroliti (a differenza di molti diuretici sintetici). Questa caratteristica la rende una pianta fondamentale per il benessere urinario e per il trattamento delle condizioni di ritenzione. L’EMA ne riconosce l’uso nel “lavaggio” delle vie urinarie (in assenza di infiammazione acuta o di infezione accertata che richieda un trattamento medico).
La corteccia e la betulina aiutano le articolazioni?
La corteccia interna della betulla contiene betulina eacido betulinico, due triterpeni studiati per le loro proprietà lenitive sui disturbi articolari. È proprio questa parte che la fitoterapia tradizionale utilizza per alleviare i dolori articolari cronici lievi e i reumatismi. Si abbina facilmente alle foglie drenanti per un approccio articolare globale nella fitoterapia articolare.
Che ruolo svolge la linfa in primavera?
Raccolta tramite incisione del tronco in marzo-aprile, la linfa di betulla viene tradizionalmente consumata come cura depurativa primaverile. Fornisce minerali (potassio, magnesio, calcio), oligoelementi e acidi organici, in una formulazione idratante e drenante. Si tratta di una variante specifica della betulla, complementare alle altre forme proposte nella linea drenante.
Come utilizzare la betulla nella vita quotidiana?
Le forme galeniche dipendono dall’obiettivo:
- Infuso di foglie: da 2 a 3 g di foglie essiccate in 250 ml di acqua appena bollente, 10 minuti, da 2 a 3 tazze al giorno. Si raccomanda un'idratazione associata;
- Decotto di corteccia per un uso mirato sulle articolazioni;
- Capsule o estratto secco standardizzato per una cura dosata e riproducibile;
- Germogli in macerato glicerinico (gemmoterapia) per un approccio profondo al terreno;
- Tintura madre: da 30 a 50 gocce in un bicchiere d’acqua, da 2 a 3 volte al giorno;
- Cura tipo: 3 settimane ai cambi di stagione, rinnovabile.
Quali precauzioni occorre osservare con la betulla?
- Controindicata in casodi edema legato a insufficienza renale o cardiaca scompensata (il drenaggio forzato è in tal caso deleterio);
- Allergia al polline delle betulacee (raffreddore da fieno): cautela, possibile reazione crociata;
- Prestare attenzione in caso di assunzione di diuretici, antipertensivi e anticoagulanti;
- Sconsigliato alle donne in gravidanza o in allattamento e ai bambini di età inferiore ai 12 anni;
- È indispensabile un'adeguata idratazione durante il trattamento;
- Bruciore durante la minzione, dolore lombare o febbre: consultare un medico, poiché la betulla non cura le infezioni urinarie.
Quali piante associare alla betulla?
Le sinergie depurative e articolari sono numerose:
- Dente di leone per un drenaggio completo di fegato e reni;
- Pilosella e picciolo di ciliegia per potenziare l’effetto diuretico;
- Ortica per sostenere le articolazioni e favorire la rimineralizzazione;
- Frassino in sinergia nei casi di artrosi con livelli elevati di acido urico;
- Harpagophytum per i disturbi articolari marcati;
- Olmaria (in assenza di controindicazioni ai salicilati) per potenziare il benessere articolare.