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Immobilizzazione della spalla: tutori, rimedi naturali e riabilitazione

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Donjoy GCI gilet per l'immobilizzazione della spalla taglia unica Donjoy GCI gilet per l'immobilizzazione della spalla taglia unica
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Gilet immobilizzatore per spalle Donjoy Immoscap II Gilet immobilizzatore per spalle Donjoy Immoscap II
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Che cos’è l’immobilizzazione della spalla e in quali casi viene prescritta?

L'immobilizzazione della spalla consiste in una limitazione controllata dei movimenti dell'articolazione gleno-omerale, indispensabile per proteggere le strutture sottoposte a intervento (tendini, legamenti, capsula) e consentire una guarigione ottimale. Se eseguita in modo scorretto, l’immobilizzazione può causare una capsulite retrattile (spalla congelata). La nostra linea di prodotti a base di collagene articolare favorisce il recupero tendineo durante questa fase.

  • Lussazione della spalla: dopo riduzione d’urgenza della testa omerale — fascia di immobilizzazione per 3–6 settimane — rischio di recidiva dell’80–90% nei soggetti giovani < 25 anni → spesso è indicato un intervento chirurgico stabilizzante
  • Frattura dell’estremità superiore dell’omero: fascia o ortesi per la cuffia dei rotatori per 4–8 settimane a seconda dello spostamento — intervento chirurgico in caso di frattura scomposta
  • Rottura della cuffia dei rotatori: post-intervento di riparazione tendinea — ortesi di abduzione (braccio disteso dal corpo) per 6 settimane — l’assenza di tensione sulle suture è fondamentale per la cicatrizzazione tendinea
  • Ligamentoplastica acromioclavicolare: distorsione acromioclavicolare grave riparata — fascia di sostegno 4–6 settimane
  • Durata variabile a seconda dell’indicazione: frattura non scomposta = 3–4 settimane — rottura della cuffia riparata = 6 settimane — non interrompere mai prematuramente il trattamento, pena una nuova rottura

Tipi di stecche e fasciature per l’immobilizzazione della spalla

  • Fascia semplice: braccio flesso a 90°, avambraccio mantenuto contro il tronco — per fratture lievi, distorsioni acromioclavicolari di grado 1–2, lussazioni ridotte — da indossare per 2–6 settimane
  • Ortesi di abduzione (cuffia): cuscinetto che mantiene il braccio distanziato dal corpo a 30–60° — per le riparazioni chirurgiche della cuffia dei rotatori — posizione di massima scarico tendineo
  • Ortesi di stabilizzazione: limitatore di rotazione esterna — per lussazioni ricorrenti in attesa di intervento chirurgico — mantiene la testa dell’omero nella glena
  • Benda triangolare: primo soccorso in caso di emergenza — sospetta lussazione o frattura in attesa di esami di imaging — sostegno provvisorio prima della valutazione medica
  • Regolazione obbligatoria da parte del professionista sanitario — un dispositivo troppo stretto comprime i nervi del plesso brachiale (formicolio in tutto il braccio = segnale di allarme)

Integratori naturali per favorire il recupero durante e dopo l’immobilizzazione

La guarigione dei tendini e dei legamenti della spalla trae beneficio da un’alimentazione mirata — particolarmente importante poiché i tendini della cuffia dei rotatori sono naturalmente poco vascolarizzati. Scoprite i principi attivi nelle nostre linee dedicate al collagene articolare e al benessere sportivo.

  • Collagene marino idrolizzato + vitamina C: aminoacidi precursori del collagene tendineo (tipo I) — da assumere 30–60 min prima della riabilitazione — massima efficacia entro le 12 settimane post-operatorie — consulta la nostra pagina dedicata al post-operatorio
  • Omega-3 (EPA/DHA): riducono la neuroinfiammazione post-operatoria — favoriscono una cicatrizzazione elastica — da verificare con il chirurgo (leggero effetto anticoagulante)
  • Magnesio: riduce le contratture muscolari compensatorie del trapezio e dei muscoli cervicali che sovraccaricano la spalla immobilizzata — 300–400 mg/giorno
  • Vitamine del gruppo B (B6, B12): sostegno al plesso brachiale — particolarmente utili in caso di compressione nervosa associata alla lesione (formicolio al braccio)
  • Proteine 1,5–2 g/kg/giorno: materiale per la ricostruzione tendinea e muscolare — non trascurare l’apporto proteico durante l’immobilizzazione per limitare l’atrofia muscolare

Rischi dell’immobilizzazione prolungata e riabilitazione della spalla

  • Capsulite retrattile (spalla congelata): temuta complicanza dell’immobilizzazione prolungata — retrazione fibrosa della capsula articolare — dolore + grave limitazione di tutti i movimenti — prevenzione tramite mobilizzazione precoce non appena autorizzata dal medico
  • Atrofia muscolare: perdita di massa muscolare dei muscoli della cuffia (sopraspinato, infraspinato) — si manifesta già dopo 2–3 settimane di immobilizzazione — è possibile ricorrere all’elettrostimolazione muscolare su prescrizione medica durante l’immobilizzazione
  • Riabilitazione progressiva: fase 1 (immobilizzazione + mobilizzazione delicata del gomito/polso/mano) → fase 2 (movimenti passivi della spalla) → fase 3 (movimenti attivi assistiti) → fase 4 (rafforzamento attivo della cuffia dei rotatori)
  • La tendinite della cuffia dei rotatori è la complicanza a lungo termine in caso di riabilitazione insufficiente — è indispensabile il rafforzamento eccentrico dei rotatori esterni
  • Ripresa dell’attività sportiva e delle attività con il braccio sopra la testa: almeno 4–6 mesi dopo un intervento chirurgico di riparazione — mai prima dell’autorizzazione medica