La tristezza è un'emozione fondamentale e universale, una risposta naturale e adattiva a una perdita, a una delusione o a una situazione dolorosa. È distinta dalla depressione — uno stato patologico caratterizzato da una tristezza persistente (> 2 settimane), perdita di interesse per le attività abituali, profonda stanchezza, disturbi del sonno e dell’appetito e pensieri negativi invadenti. La tristezza normale è transitoria, legata a un evento identificabile, e si attenua con il tempo e con il sostegno. A livello neurochimico, comporta una riduzione della serotonina, della dopamina e del BDNF (fattore neurotrofico cerebrale). La meditazione di consapevolezza aiuta ad affrontare la tristezza senza lasciarsi sopraffare, sviluppando un atteggiamento di osservazione benevola. Consultare un medico o uno psicologo se la tristezza dura più di 2 settimane, si intensifica o è accompagnata da pensieri suicidi: questi approcci naturali non sostituiscono un trattamento medico in caso di depressione conclamata.
La griffonia (5-HTP — precursore diretto della serotonina) è il principio attivo naturale meglio documentato per sostenere l’umore e attenuare la tristezza reattiva — controindicazione assoluta con SSRI, IRSN, tramadolo e iperico. L’iperico (Hypericum perforatum standardizzato in ipericina) è indicato negli stati depressivi da lievi a moderati — numerose interazioni farmacologiche (anticoagulanti, contraccettivi, antiretrovirali, SSRI) ed è fotosensibilizzante — è obbligatorio il parere medico. Lo zafferano (estratto standardizzato in safranal e crocina) presenta dati clinici positivi sul sostegno dell’umore paragonabili a quelli dell’iperico, con minori interazioni farmacologiche — controindicazione in gravidanza. La vitamina D3 (minimo 1 000–2 000 UI/giorno) è particolarmente importante nella tristezza stagionale invernale (disturbo affettivo stagionale — DAS): la sua carenza è associata a una diminuzione della produzione di serotonina e all’aggravarsi dei sintomi depressivi in autunno-inverno. La fototerapia (lampada da 10.000 lux, da 20 a 30 minuti al mattino) integra efficacemente la vitamina D3 nel SAD. Gli omega-3 EPA-DHA (da 1 a 3 g/giorno) esercitano un effetto documentato sulla regolazione dell’umore attraverso la modulazione dell’infiammazione neurologica.
In aromaterapia, la lavanda vera (linalolo — ansiolitico e blando tonico nervoso) e il bergamotto (linalolo e acetato di linalile — tonico dell’umore, leggermente fotosensibilizzante da evitare prima dell’esposizione solare) sono gli oli essenziali più utilizzati per sostenere il morale e superare i momenti di tristezza. Se diffusi nell’aria (da 10 a 15 minuti in una stanza ben ventilata) o in olfazione diretta, agiscono rapidamente sul sistema limbico. A livello di pratiche concrete, l’esercizio fisico (30 minuti di camminata veloce o di attività aerobica) è l’intervento più efficace e meglio documentato per aumentare le endorfine e il BDNF — il suo effetto antidepressivo è documentato fin dalla prima seduta. La pratica della gratitudine (annotare 3 aspetti positivi al giorno prima di andare a dormire) e il mantenimento dei legami sociali — anche quando manca lo slancio — costituiscono importanti leve comportamentali per prevenire l’aggravarsi della tristezza verso uno stato depressivo.