Che cos’è il ippocastano?
L'ippocastano (Aesculus hippocastanum) è un grande albero ornamentale della famiglia delle Sapindaceae, originario dei Balcani e ampiamente piantato nei parchi e nei viali d'Europa. Può superare i 30 metri di altezza e offre alla fitoterapia diverse parti utilizzabili: la corteccia, le foglie, i fiori e i semi. È uno degli alberi medicinali più antichi documentati per il trattamento delle patologie venose, con un impiego che risale almeno al XVIII secolo nella medicina europea.
Quali sono i suoi usi tradizionali?
Le indicazioni tradizionali del castagno coprono l’intero sistema circolatorio:
- Alleviamento della sensazione di gambe pesanti e dell’affaticamento venoso serale;
- Trattamento delle varici e della malattia venosa cronica;
- Sollievo locale delle emorroidi;
- Sostegno alla circolazione venosa e linfatica;
- Riduzione degli edemi alle caviglie e ai polpacci dopo una prolungata permanenza in piedi.
Perché la corteccia e le foglie hanno proprietà venotoniche?
La corteccia è ricca di esulina e fraxina (cumarine), che esercitano un’azione fotoprotettiva e tonificante sulla parete venosa, oltre che di tannini astringenti. Le foglie apportano flavonoidi (quercetolo, kaempferolo) con effetto antiossidante e capillaroprotettivo. Questa farmacopea naturale completa quella dei semi, più noti per la loro escina. L’albero nel suo insieme costituisce quindi un sistema circolatorio coerente, il che spiega l’uso differenziato delle sue parti a seconda dell’obiettivo perseguito.
Quali parti dell’albero sono utilizzabili?
Ogni parte ha la sua specialità:
- Corteccia: decotto tradizionale, utile per la microcircolazione e la circolazione linfatica;
- Foglie: infuso con effetto venotonico e leggermente antiossidante;
- Fiori: uso tradizionale minore, talvolta in lozioni cosmetiche per pelli con tendenza alla couperose;
- Semi (castagne): materia prima per gli estratti standardizzati di escina;
- Germogli in gemmoterapia: utilizzati in macerato glicerinico per il sistema venoso.
Come utilizzarlo in gel e per applicazione locale?
Il gel di ippocastano rimane una delle forme più apprezzate per un effetto mirato e immediato:
- Applicare una piccola quantità massaggiando con movimenti ascendenti, dalla caviglia verso la coscia, mattina e sera;
- Conservare il gel in frigorifero per potenziare l’effetto decongestionante;
- Completare il trattamento con una doccia di acqua fredda sulle gambe al termine della routine;
- In caso di emorroidi: utilizzare esclusivamente creme specificamente formulate, mai estratti grezzi;
- Evitare l’uso su pelle lesa, ferite aperte o eczema in fase attiva.
L'applicazione localesi abbina naturalmente all'assunzione per via orale per potenziare i risultati.
Il ippocastano allevia le emorroidi con l’applicazione locale?
Sì, se applicato localmente tramite preparati galenici adeguati. I tannini astringenti della corteccia el’escina derivata dai semi esercitano un effetto decongestionante e tonificante sui plessi venosi emorroidari. L’applicazione deve sempre precedere una delicata pulizia della zona. Sanguinamento, dolore intenso, una massa persistente o febbre giustificano una consultazione medica immediata.
Quali precauzioni occorre osservare con il castagno?
- Non consumare mai le castagne crude: tossicità dovuta all'esculina in forma non trasformata;
- Controindicato in casodi grave insufficienza renale o epatica;
- Sconsigliato alle donne in gravidanza o in allattamento e ai bambini di età inferiore ai 12 anni;
- Prestare attenzione in caso di terapia con anticoagulanti, antiaggreganti o ipoglicemizzanti: è indispensabile consultare il farmacista;
- Sospendere l'assunzione da 7 a 10 giorni prima di un intervento chirurgico;
- Possibili effetti indesiderati: lievi disturbi digestivi, prurito, in casi eccezionali reazione allergica;
- In caso di uso topico, effettuare un test su una piccola area se la pelle è sensibile.
Quali piante associare al ippocastano?
Le sinergie circolatorie si articolano in base all’obiettivo:
- Vite rossa per potenziare l’azione venotonica sulla circolazione sanguigna;
- Frassino per combinare drenaggio e benessere articolare;
- Il fragon (piccolo agrifoglio) per un effetto vasocostrittore venoso complementare;
- Amamelide e cipresso per le pelli con microcircolazione fragile;
- Bioflavonoidi in cura d’attacco per rafforzare la resistenza capillare.