Che cos’è un’emorragia e quali sono le sue forme principali?
Un'emorragia è un deflusso di sangue dai vasi sanguigni, causato dalla loro rottura o da un'anomala permeabilità. La sua gravità dipende dal calibro del vaso interessato, dalla localizzazione e dalla rapidità con cui si manifesta. Un’emorragia non controllata può portare a uno shock emorragico potenzialmente letale: chiamare il 15 in caso di emorragia abbondante o di sospetta emorragia interna. I prodotti per il supporto vascolare sono disponibili nelle linee dedicate al ferro e alla vitalità del sangue nel negozio.
- Sanguinamento esterno: visibile, trattabile con compressione diretta — tagli, ferite, epistassi (sanguinamento dal naso), gengivorragie (vedi sanguinamento delle gengive), emottisi — trattamento con le misure di primo soccorso
- Sanguinamento interno: non visibile — ematoma profondo, emorragia digestiva (rettorragia, melena), emoperitoneo, emotorace — segni di allarme (dolore addominale, pelle pallida o grigiastra, polso debole e accelerato, sete intensa, sincope) → emergenza assoluta, chiamare il 15
- Sanguinamenti funzionali: emorroidi — menorragie — metrorragie — epistassi ricorrenti — richiedono una valutazione medica per individuarne la causa
- Fragilità emorragica cronica: lividi ed ecchimosi frequenti — tendenza a sanguinamenti prolungati — può indicare un disturbo della coagulazione (emofilia, malattia di von Willebrand, trombocitopenia) o una carenza nutrizionale (vitamine K, C)
Emergenze emorragiche: misure di primo soccorso
- Sanguinamento esterno abbondante — cosa fare prima dell’arrivo dei soccorsi:
- Chiamare immediatamente il 15 (SAMU) o il 18 (vigili del fuoco)
- Adagiare la vittima — sollevare l’arto ferito, se possibile
- Esercitare una pressione diretta e continua sulla ferita con un panno pulito (o una garza) per almeno 10 minuti senza allentare la pressione
- Non rimuovere mai un oggetto conficcato (rischio di aggravamento) — esercitare pressione intorno ad esso
- Non somministrare aspirina né ibuprofene (antiaggreganti — aggravano l’emorragia)
- Chiamare immediatamente il 15 se: l’emorragia non si arresta con la compressione dopo 10–15 minuti — segni di shock emorragico (pallore, sudorazione, agitazione, polso filante, perdita di coscienza) — sospetto di emorragia interna — gravidanza con emorragia (emergenza ostetrica)
- Farmaci che aumentano il rischio emorragico: anticoagulanti (warfarina, AOD) — antiaggreganti piastrinici (aspirina, clopidogrel) — FANS — segnalare qualsiasi trattamento in corso ai soccorsi
Alimentazione e integratori a sostegno dell’emostasi
- Vitamina K: cofattore indispensabile per la sintesi dei fattori di coagulazione epatici (II, VII, IX, X — via estrinseca) — fonti alimentari (verdure a foglia verde: spinaci, broccoli, valeriana, cavolo) — da 90 a 120 µg/giorno (EFSA) — precauzione assoluta: pazienti in terapia con AVK (warfarina) — non modificare mai l’apporto alimentare di vitamina K senza il parere del medico (rischio di squilibrio dell’anticoagulazione)
- Vitamina C: sintesi del collagene delle pareti vascolari — rafforza la resistenza capillare — carenza → sanguinamento gengivale, ecchimosi spontanee — da 500 a 1.000 mg/giorno
- Bioflavonoidi (rutina, esperidina, quercetina): riducono la fragilità e la permeabilità capillare — potenziano l’azione della vitamina C — indicati in caso di fragilità capillare e tendenza a emorragie funzionali benigne
- Arnica: antinfiammatoria e antiedematosa — per uso topico in caso di ecchimosi ed ematomi traumatici — non applicare su ferite aperte