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Oliguria: stimolate e regolate la funzione urinaria

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Che cos'è l'oliguria?

L'oliguria è una condizione medica caratterizzata da una diminuzione della produzione di urina. Dal punto di vista medico, negli adulti è definita come un volume urinario inferiore a 400 millilitri nell'arco di 24 ore, oppure inferiore a 0,5 ml per chilogrammo di peso corporeo all'ora.

Questa riduzione della diuresi non è una malattia in sé, ma un segnale clinico che può indicare un’anomalia sottostante che compromette la funzione renale, il volume dei liquidi corporei o le vie urinarie. Secondo l’HAS e la Società di Nefrologia, l’oliguria figura tra i principali segnali di allarme di un’insufficienza renale acuta e richiede sempre una valutazione medica per individuarne la causa e adeguare la gestione terapeutica. Rientra nella categoria dei disturbi urinari la cui valutazione richiede una visita medica.

Quali sono le cause principali dell’oliguria?

Le cause dell’oliguria sono tradizionalmente suddivise in tre grandi categorie in base al meccanismo fisiopatologico: prerenale, renale e postrenale.

Le cause prerrenali (le più frequenti) derivano da una diminuzione della perfusione renale: disidratazione dovuta a un insufficiente apporto idrico, perdite digestive significative (vomito, diarrea), perdite cutanee (sudorazione eccessiva, ustioni estese), emorragie, insufficienza cardiaca, shock circolatorio. Le cause renali riflettono un danno al parenchima renale stesso: necrosi tubulare acuta, glomerulonefriti, nefriti interstiziali, patologie vascolari renali. Le cause post-renali sono legate a un'ostruzione delle vie urinarie: calcoli urinari bilaterali o su un solo rene, ipertrofia prostatica, tumori delle vie urinarie, fibrosi retropitoneale. Anche alcuni farmaci (FANS, ACE-inibitori, ARA2, alcuni antibiotici, mezzi di contrasto iodati, diuretici in dosi eccessive) possono essere responsabili e giustificano una rivalutazione medica delle terapie in corso.

Come viene diagnosticata l’oliguria?

La diagnosi di oliguria prevede un approccio clinico strutturato e esami complementari mirati. Rientra esclusivamente nella competenza medica.

L’anamnesi medica chiarisce la storia recente: apporto idrico, perdite (digestive, sudorazione), farmaci in corso, anamnesi medica e chirurgica. L’esame obiettivo valuta lo stato di idratazione, la pressione arteriosa, l’auscultazione cardiopolmonare e la ricerca di edemi. La misurazione precisa della diuresi nelle 24 ore conferma l’oliguria. Gli esami di laboratorio di riferimento includono: ionogramma ematico e urinario, creatinina e urea con stima della velocità di filtrazione glomerulare (VFG), analisi delle urine (striscia reattiva, ECBU, ionogramma urinario, frazione di escrezione del sodio).L'ecografia renale e vescicale ricerca un'ostruzione o un'anomalia morfologica, integrata, se necessario, da una TAC addominopelvica. Questo approccio consente di orientare la diagnosi verso una causa prereneale, renale o postrenale e di guidare la gestione clinica.

Quali trattamenti sono disponibili?

Il trattamento dell’oliguria è esclusivamente eziologico: mira a trattare la causa sottostante identificata. È strettamente soggetto a prescrizione medica e, nelle forme gravi, richiede il ricovero ospedaliero.

Per le cause prerrenali (disidratazione, ipovolemia), la reidratazione per via orale nelle forme moderate o per via endovenosa in ospedale nelle forme gravi costituisce il trattamento di prima linea. Per le cause renali, la gestione dipende dall’eziologia: sospensione dei farmaci nefrotossici, trattamento specifico delle glomerulonefriti o delle nefropatie, gestione nefrologica specialistica. Per le cause post-renali, è spesso urgente rimuovere l’ostruzione tramite cateterizzazione urinaria, posizionamento di un catetere di JJ o nefrostomia percutanea. Nei casi di insufficienza renale acuta grave, può risultare necessaria una depurazione extrarenale (dialisi). È sistematica la rivalutazione dei trattamenti in corso, in particolare dei FANS, dei ACE-inibitori, degli ARA2 e dei diuretici. L’automedicazione è formalmente sconsigliata in questo contesto.

È possibile prevenire l’oliguria?

La prevenzione dell’oliguria si basa principalmente sull’identificazione e sulla gestione delle situazioni a rischio. Alcune semplici misure consentono di limitare gli episodi di oliguria prerenale, che sono i più frequenti.

Mantenere un'adeguata idratazione (in media da 1,5 a 2 litri di acqua al giorno per un adulto, da adeguare in base al caldo, all'attività fisica e alle condizioni cliniche) è la misura preventiva più semplice. Particolare attenzione va prestata durante gli episodi di forte calore, in caso di gastroenteriti con vomito e diarrea e in seguito a sforzi fisici prolungati. Il monitoraggio regolare della funzionalità renale è indispensabile nelle persone a rischio: anziani, pazienti diabetici o ipertesi, pazienti affettida insufficienza renale cronica, pazienti sottoposti a trattamenti nefrotossici.L’adeguamento delle terapie (FANS, diuretici, ACE-inibitori, ARA2) in caso di fragilità renale o disidratazione deve essere oggetto di un colloquio con il medico curante. La gamma completa di prodotti per il benessere urinario è disponibile in farmacia, senza tuttavia sostituirsi a un'assistenza medica.

Quali sono le potenziali complicanze?

Un'oliguria non identificata o non trattata espone a diverse complicanze, talvolta gravi. La loro prevenzione giustifica una rapida consultazione medica.

L’accumulo di tossine azotate (urea, creatinina, altre tossine uremiche) deriva dalla ridotta eliminazione renale e può causare astenia, nausea e, nelle forme gravi, encefalopatia uremica. Lo squilibrio elettrolitico (in particolare l’iperkaliemia) può essere letale: l’iperkaliemia grave espone a disturbi del ritmo cardiaco potenzialmente fatali. Il sovraccarico idrosodico con edemi periferici ed edema polmonare complica le oligurie persistenti. La progressione verso un'insufficienza renale acuta e successivamente cronica può richiedere la dialisi definitiva. Una sindrome uremica acuta può presentarsi in associazione a disturbi neurologici, disturbi digestivi e compromissione ematologica. La presenza di febbre, dolori lombari, confusione, edemi estesi o disturbi respiratori associati all’oliguria richiede una visita medica urgente.

Quali sintomi accompagnano l’oliguria?

L’oliguria può essere accompagnata da diversi segni clinici che indicano la causa e la gravità della condizione. Il loro riconoscimento costituisce un importante segnale d’allarme che richiede una visita medica.

I sintomi più frequenti includono: notevole diminuzione del volume urinario rispetto alla diuresi abituale, urina più scura e più concentrata (di colore mogano o marrone), affaticamento e debolezza generale, secchezza delle fauci e sete intensa in caso di disidratazione associata, edemi (gonfiore alle caviglie, alle gambe, talvolta al viso) in caso di causa renale o cardiaca. Segni più generali possono indicare una complicanza: nausea e vomito, perdita di appetito, confusione, sonnolenza, affanno da sforzo o a riposo. Una brusca diminuzione della diuresi, soprattutto in un soggetto a rischio, deve essere oggetto di una consultazione medica senza indugio. Tale diminuzione è spesso accompagnata da altri dolori o disturbi urinari che completano il quadro clinico.

Qual è la differenza tra oliguria e anuria?

Sial’oliguria chel’anuria indicano una produzione di urina anormalmente bassa, ma differiscono per gravità e implicazioni cliniche.

L’oliguria corrisponde a una ridotta produzione di urina: volume inferiore a 400 ml nelle 24 ore negli adulti, oppure inferiore a 0,5 ml per kg e per ora. Può essere reversibile se la causa viene rapidamente identificata e trattata.L’anuria rappresenta una condizione più grave: produzione di urina quasi inesistente, inferiore a 100 ml nelle 24 ore secondo la definizione classica. È indicativa di insufficienza renale avanzata (necrosi tubulare massiva, sindrome epatorenale terminale) o di un'ostruzione completa bilaterale delle vie urinarie. L’anuria è un’emergenza medica assoluta che richiede un ricovero ospedaliero immediato, il più delle volte in un reparto di nefrologia o di terapia intensiva. La distinzione tra le due condizioni spetta esclusivamente alla valutazione medica, ma qualsiasi diminuzione significativa e persistente della diuresi giustifica una consultazione tempestiva.

I bambini possono soffrire di oliguria?

Sì,l’oliguria pediatrica esiste e rappresenta una situazione preoccupante a causa delle peculiarità fisiologiche del bambino. La definizione differisce da quella dell’adulto e il monitoraggio è più delicato.

Nei bambini, l'oliguria è tradizionalmente definita da una diuresi inferiore a 0,5-1 ml per kg all'ora a seconda dell'età, mentre nei neonati da un numero di pannolini bagnati nettamente inferiore al solito. La causa più frequente è la disidratazione acuta da gastroenterite con vomito e diarrea, una situazione tipica in inverno. I rischi specifici sono particolarmente preoccupanti a causa della scarsa riserva idrosodica del bambino piccolo: squilibrio elettrolitico rapido e grave, insufficienza renale acuta, shock ipovolemico. Qualsiasi significativa diminuzione della diuresi in un bambino, in particolare nei neonati, giustifica una visita medica urgente, o addirittura il ricorso al pronto soccorso pediatrico. La Società Francese di Pediatria raccomanda una consultazione tempestiva in caso di segni associati di disidratazione (occhi infossati, fontanella depressa, piega cutanea persistente, sonnolenza).

Qual è il rischio di oliguria durante la gravidanza?

La gravidanza modifica significativamente la fisiologia urinaria ed espone a diverse situazioni che possono causare oliguria. Il monitoraggio ostetrico ne consente l’individuazione e la gestione.

Diversi meccanismi possono essere all’origine di questo fenomeno.L’aumento del volume circolante e le alterazioni emodinamiche possono sollecitare maggiormente la funzione renale. La compressione meccanica esercitata dall’utero gravido sulle vie urinarie (in particolare sugli ureteri) nel terzo trimestre può compromettere il deflusso urinario. Alcune condizioni specifiche della gravidanza comportano un rischio maggiore: la preeclampsia (ipertensione associata a proteinuria, talvolta complicata da oliguria, che costituisce un criterio di gravità), sindrome HELLP, emorragia ostetrica, disidratazione dovuta a vomito gravidico abbondante. Qualsiasi diminuzione della diuresi in una donna incinta, in particolare nel terzo trimestre, giustifica una rapida consultazione ostetrica. Il monitoraggio regolare della pressione arteriosa, del peso e della proteinuria durante il follow-up della gravidanza consente di individuare precocemente la preeclampsia. Per le cure di comfort durante la gravidanza, consultare la selezione adeguata nella categoria «vie urinarie ed eliminazione».

Quali accertamenti complementari possono essere effettuati?

Oltre agli esami di prima linea, possono essere necessari diversi esami complementari a seconda dell’orientamento diagnostico iniziale. La loro prescrizione spetta allo specialista (nefrologo, urologo).

La scintigrafia renale (DMSA, MAG3, DTPA a seconda dell’indicazione) valuta la perfusione renale, la funzione di ciascun rene separatamente e individua eventuali ostacoli o anomalie funzionali. La biopsia renale, eseguita in un centro ospedaliero specializzato sotto guida ecografica, può essere indicata in alcune nefropatie per analizzare il parenchima renale a livello istologico e orientare il trattamento.L’ecocardiografia valuta la funzione cardiaca, poiché l’insufficienza cardiaca (in particolare quella sinistra) può compromettere la perfusione renale e causare oliguria. In contesti di rianimazione, la misurazione della pressione venosa centrale el’ecocardiografia di riempimento guidano la gestione dei fluidi e l’espansione volemica. Possono essere proposti altri esami specifici: ricerca della proteinuria nelle urine delle 24 ore, immunoelettroforesi del sangue e delle urine, bilancio autoimmune, dosaggio di marcatori specifici in base all’eziologia sospettata. L’intero percorso richiede il coordinamento tra medico di base, nefrologo e altri specialisti, a seconda delle necessità.