La genziana gialla (Gentiana lutea) è una pianta perenne di montagna appartenente alla famiglia delle Gentianacee, emblematica dei prati d'alta quota delle Alpi, dei Pirenei e dell'Alvernia. La sua radice spessa, raccolta dopo 7-10 anni di crescita, concentra i principi amari che ne hanno fatto la fama: gentiopicroside, amarogentina (una delle sostanze più amare conosciute) e swertiamarina. Inserita nella Farmacopea europea, figura tra gli amari eupeptici di riferimento in fitoterapia.
La genziana possiede proprietà tradizionalmente riconosciute dall’EMA e dalla Commissione E:
Esistono diverse forme galeniche a seconda dell’obiettivo perseguito:
La genziana è presente in numerosi integratori alimentari per la digestione e nelle formule per il tono e la vitalità.
Il segreto sta nella sua eccezionale amarezza. Non appena entra in contatto con le papille gustative, innesca per via riflessa la secrezione di saliva, succhi gastrici e bile. Questa stimolazione digestiva spiega la sua utilità in caso di digestione difficile, dispepsia funzionale e pesantezza postprandiale. È indicata anche perfavorire una migliore digestione, senza tuttavia sostituirsi al parere medico in caso di dolore addominale persistente.
La genziana stimola il flusso biliare (effetto colagogo) e favorisce così le funzioni epatiche di eliminazione, in particolare dopo eccessi alimentari. Si inserisce facilmente in una cura insieme a desmodium, cardo mariano, tarassaco o ravanello nero. Qualsiasi affaticamento epatico persistente giustifica un controllo medico per escludere una patologia sottostante.
La sua ricchezza di composti amari e xantoni ne fa una pianta di base, tradizionalmente utilizzata per rinvigorire l’organismo dopo un periodo di calo di forma. Si abbina a radici tonificanti e adattogene come il ginseng o la maca, e trova il suo posto negli approcci fitoterapici a sostegno delle difese immunitarie, in particolare in autunno e alla fine dell’inverno.
Essendo una pianta potente, la genziana non è innocua:
Le sinergie vegetali dipendono dall’obiettivo: