Coliche del neonato: di cosa si tratta?
Le coliche del neonato sono una sindrome benigna caratterizzata da episodi di pianto intenso, prolungato e inconsolabile in un bambino che, per il resto, è in buona salute. Colpiscono circa un neonato su quattro tra la nascita e i 4-5 mesi di età. Senza una causa medica identificata, scompaiono spontaneamente con la maturazione dell’apparato digestivo e del sistema nervoso del neonato.
Riconoscere le coliche permette di adottare un approccio compassionevole e di mettere in atto gesti calmanti mirati. Le caratteristiche tipiche includono pianto acuto a orari regolari (spesso in tarda giornata), viso arrossato, gambe piegate sul ventre, addome teso, pugni serrati e resistenza ai soliti rimedi calmanti. Il mantenimento di un buono stato generale tra una crisi e l’altra e la crescita armoniosa confermano la natura benigna della sindrome. Per le coliche e il neonato in generale, esistono risorse aggiuntive.
Quali misure immediate adottare?
Durante una crisi è possibile combinare diverse tecniche di calmante di comprovata efficacia:
- Posizione della tigre: il bambino sull’avambraccio del genitore, a pancia in giù, con la testa nell’incavo del gomito (posizione drenante molto spesso efficace)
- Portare il bambino a stretto contatto con una fascia fisiologica o un marsupio ergonomico che rispetti la posizione fisiologica (gambe a rana, schiena arrotondata)
- Cullare il bambino in posizione verticale contro il petto del genitore, con movimenti lenti e ritmici
- Passeggiata in passeggino o in auto: la vibrazione e il movimento regolare esercitano un effetto calmante documentato
- Contatto pelle a pelle: contatto diretto con il genitore, con il bambino adagiato sul torace nudo
- Bagno tiepido a 37 °C, breve (da 5 a 10 minuti), calmante e rilassante
- Massaggio addominale con delicati movimenti circolari in senso orario, intorno all’ombelico
- Movimenti delle gambe: portare delicatamente le ginocchia verso l’addome, alternando le gambe per favorire l’espulsione dei gas
- Borsa dell’acqua calda tiepida e ben fissata (non calda) appoggiata sul ventre, attraverso un panno
Non esiste un metodo che funzioni per tutti: provare diversi approcci e individuare quelli più efficaci per il proprio bambino è spesso la strategia migliore. Per il massaggio infantile e il rigurgito in generale, esistono risorse specifiche.
Quale ambiente sensoriale scegliere?
Una parte significativa delle coliche sembra legata a un’ipersensibilità sensoriale a fine giornata, quando il bambino ha accumulato stimoli. Adattare l’ambiente aiuta a ridurre il sovraccarico:
- Luce soffusa o fioca, o addirittura penombra
- Rumori bianchi: aspirapolvere, asciugacapelli a distanza, app dedicate, peluche sonori: riproducono i suoni intrauterini e calmano
- Musica soft, ninne nanne, sussurri ritmici
- Atmosfera tranquilla: eliminare schermi, rumori forti e passaggi ripetuti
- Temperatura ambiente moderata (da 18 a 20 °C nella cameretta)
- Visite limitate durante i periodi in cui sono previste le coliche
- Un solo genitore o adulto di riferimento per tenere in braccio e calmare il bambino, evitando il passaggio da una persona all’altra
- Coperta leggera o fasciatura delicata (purché si rispettino le raccomandazioni per la prevenzione della morte improvvisa del lattante; mai durante il sonno in posizione supina senza sorveglianza)
Anticipare il periodo delle coliche creando un ambiente già tranquillo mezz’ora prima dell’orario abituale aiuta ad attenuare l’intensità delle crisi. Per il sonno del bambino in generale, esistono risorse specifiche.
Probiotici: quale reale utilità?
Diversi studi clinici hanno documentato l’utilità dei probiotici nella gestione delle coliche del neonato, in particolare del ceppo Lactobacillus reuteri DSM 17938. I risultati più convincenti si riscontrano nei bambini allattati al seno, con una riduzione dimostrata della durata del pianto in diversi studi controllati.
Alcuni riferimenti pratici:
- Ceppo documentato: L. reuteri DSM 17938, presente in preparati specifici per l’uso pediatrico
- Dosaggio abituale: 5 gocce al giorno per 3-4 settimane, da somministrare su consiglio del farmacista o del pediatra
- Buona tollerabilità documentata, effetti indesiderati rari
- Efficacia variabile a seconda dei neonati: netto miglioramento in alcuni casi, modesto o nullo in altri
- Nessun effetto immediato: i benefici compaiono generalmente dopo 1-2 settimane
- Per i neonati allattati con biberon, l’efficacia rimane più controversa e richiede il parere di un pediatra
I probiotici non sostituiscono le altre misure lenitive. Possono costituire un utile supporto nell’ambito di una strategia globale. Per i probiotici in generale, esistono risorse specifiche.
È necessario modificare l’alimentazione?
Diversi adeguamenti alimentari possono ridurre l’intensità delle coliche:
- Una corretta presa del seno o un ciuccio a flusso lento per limitare l’ingestione di aria
- Pause per far fare il ruttino a metà poppata e alla fine del pasto
- Posizione semi-verticale durante e dopo le poppate (da 20 a 30 minuti)
- Poppate più frequenti ma meno abbondanti per i bambini che mangiano troppo
- Controllo della quantità di latte nei bambini allattati con il biberon (evitare di sovralimentarli)
- Per la madre che allatta: moderata limitazione dell’eccesso di caffeina e alcol, ma nessuna esclusione sistematica del latte vaccino se non su consiglio del pediatra
- Latte infantile «comfort» con proteine parzialmente idrolizzate o senza lattosio, su consiglio del pediatra
- Idrolizzati estesi (eHF) solo in caso di allergia confermata alle proteine del latte vaccino
Le restrizioni alimentari sistematiche senza precise indicazioni mediche sono da evitare nelle madri che allattano: possono compromettere l’equilibrio nutrizionale e l’allattamento senza alcun beneficio comprovato. Per le donne che allattano,l’alimentazione del neonato e il latte per lattanti in generale, esistono risorse specifiche.
Quando consultare un medico?
Diversi segnali giustificano una consultazione pediatrica immediata:
- Pianto molto intenso, prolungato o insolito rispetto alla routine abituale
- Febbre superiore a 38 °C
- Vomito a getto o ripetuto
- Rifiuto prolungato del cibo
- Stallo ponderale o interruzione della curva di crescita
- Diarrea cronica, feci mucose, presenza di sangue nelle feci
- Pallore, sonnolenza insolita, ipotonia
- Eczema, orticaria, segni indicativi di allergia alle proteine del latte vaccino
- Difficoltà respiratorie, respiro sibilante
- Coliche che persistono oltre i 4-5 mesi senza miglioramento
- Primo episodio per la conferma della diagnosi e rassicurazione
Il pediatra conferma la natura benigna del disturbo, esclude le diagnosi differenziali (infezione urinaria, otite, ernia inguinale, reflusso patologico, intolleranza al latte vaccino) e, se necessario, indirizza verso un percorso terapeutico personalizzato. Perl’allattamento al seno in generale, esistono risorse specifiche.
Come tenere duro come genitore?
Il periodo delle coliche è particolarmente difficile: pianto prolungato, senso di impotenza, stanchezza accumulata, ansia. Diverse strategie aiutano a tutelare il benessere dei genitori e la sicurezza del bambino:
- Darsi il cambio tra genitori o con un familiare di fiducia
- Uscire all’aria aperta ogni giorno, anche solo per poco
- Accettare l’aiuto delle persone vicine per le faccende domestiche e i pasti
- Riposarsi insieme al bambino non appena possibile
- Riconoscere i propri limiti e osare affidare il bambino a qualcuno per un po’ quando la tensione sale
- Non scuotere mai il bambino: la sindrome del bambino scosso è un'emergenza neurologica con conseguenze gravissime
- Mettere il bambino in un luogo sicuro (lettino, sdraietta) e allontanarsi dalla stanza per qualche minuto se la stanchezza diventa insostenibile
- Consultare un medico in caso di stanchezza persistente, segni di depressione o pensieri negativi (medico di famiglia, ostetrica, psicologo perinatale)
- Unirsi a gruppi di sostegno genitoriale, associazioni specializzate, linee di ascolto
- Ricordarsi che le coliche sono transitorie e scompariranno spontaneamente verso i 3-4 mesi
Il sostegno emotivo dei genitori rimane importante tanto quanto calmare il bambino. Una famiglia che riceve sostegno affronta con maggiore serenità questo periodo transitorio. Il vostro farmacista titolare rimane un interlocutore prezioso per ascoltare, consigliare probiotici adeguati e indirizzarvi verso forme di sostegno utili, a complemento del regolare follow-up pediatrico.