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Cera d'api naturale: un alleato eco-responsabile

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Che cos’è la cera d’api naturale?

La cera d'api naturale è una cera non raffinata e non sbiancata, che conserva il suo colore giallo dorato originale e il suo caratteristico profumo di miele. Si distingue dalla cera bianca industriale (Cera alba), che è stata sottoposta a un trattamento di sbiancamento chimico per soddisfare le esigenze di determinati usi industriali. Per una panoramica completa su questo ingrediente apistico, consulta la pagina dedicata alla cera d’api. La cera naturale si inserisce particolarmente bene in un approccio ecologico ed etico: valorizza il prodotto del lavoro delle api senza alcun intervento chimico di trasformazione. Appartiene alla stessa famiglia di prodotti apistici del miele, della propoli, del polline e della pappa reale.

Quale tracciabilità apicola richiedere?

La tracciabilità è un criterio fondamentale per una cera veramente naturale:

  • Origine geografica precisa: paese, regione o addirittura apiario di provenienza chiaramente indicati sull’etichetta;
  • Apicoltore o cooperativa identificati: evitare cere anonime provenienti da origini multiple mescolate;
  • Metodo di estrazione: fusione a bassa temperatura e filtrazione meccanica senza solventi;
  • Analisi dei residui disponibili su richiesta per verificare l’assenza di trattamenti antiparassitari apistici.

Le cere provenienti da apicoltori locali francesi o europei presentano generalmente una tracciabilità più rigorosa rispetto alle cere importate da circuiti di apicoltura intensiva.

Quali marchi e certificazioni privilegiare?

Diverse certificazioni indicano una cera di provenienza affidabile e conforme a un approccio etico. Il marchio Bio AB (Agricoltura Biologica francese) e il marchio Bio Europe garantiscono un’apicoltura in zone lontane da coltivazioni convenzionali trattate chimicamente, nonché l’assenza di trattamenti sintetici sulle colonie. Il marchio Nature & Progrès impone un disciplinare ancora più rigoroso in materia di rispetto del benessere animale e di pratiche apicole sostenibili. La certificazione Demeter (biodinamica) aggiunge un requisito relativo alla qualità complessiva dell’ambiente apistico. Per gli usi cosmetici, i marchi Cosmos Organic ed Ecocert includono la cera d’api nei loro capitolati naturali. Il marchio Apicultivons (Francia) certifica pratiche apicole particolarmente virtuose. I marchi distribuiti nelle parafarmacie specializzate (Pranarôm, Aroma-Zone, Centifolia, Florame) specificano generalmente l’origine e il metodo di raccolta delle loro cere.

Quali sono gli usi zero rifiuti nella vita quotidiana?

La cera d’api naturale trova impiego in numerose soluzioni sostenibili:

  • Beewraps in sostituzione della pellicola di plastica per avvolgere gli alimenti in frigorifero;
  • Candele fatte in casa in alternativa alle candele di paraffina di origine petrolchimica;
  • Balsami per le labbra e prodotti di bellezza solidi in contenitori riutilizzabili (vetro, metallo);
  • Trattamento del legno grezzo in alternativa alle vernici e alle cere sintetiche industriali.

Questi utilizzi contribuiscono a ridurre significativamente i rifiuti di plastica e la dipendenza dai prodotti petrolchimici nella vita domestica quotidiana.

Come realizzare i beewrap fatti in casa?

La realizzazione dei beewrap è alla portata di tutti e costituisce un’ottima prima introduzione alla cera d’api. Per 4 beewrap di medie dimensioni, occorrono 30 g di cera d’api naturale in granuli, 4 quadrati di tessuto in cotone biologico (20 x 20 cm), carta da forno e un forno preriscaldato a 80 °C. Preparare ogni quadrato di tessuto adagiandolo su carta da forno disposta su una teglia. Cospargere uniformemente i granelli di cera sul tessuto (circa 7-8 g per ogni beewrap). Infornare per 4-5 minuti fino a quando la cera non si sarà sciolta completamente e il tessuto risulterà visibilmente impregnato. Togliere dal forno e stendere la cera fusa con un pennello da cucina nelle zone meno impregnate. Lasciare raffreddare su una griglia per alcuni minuti. Per la manutenzione, lavare i beewrap con acqua fredda o tiepida e un sapone delicato, mai con acqua calda che farebbe sciogliere la cera. Ripetere l’impregnazione circa ogni 6-12 mesi a seconda dell’uso. Proteggere la barriera cutanea utilizzando dei guanti in caso di pelle sensibile.

Come realizzare candele in cera pura?

Le candele in cera d’api pura emanano una luce calda e un profumo naturale senza rilasciare sostanze petrolchimiche. Per realizzare le proprie candele, occorre procurarsi pezzetti di cera d’api naturale, stoppini in cotone cerato non trattato, contenitori in vetro spesso o stampi in silicone e un termometro da cucina. Sciogliere la cera a bagnomaria mantenendo la temperatura tra i 65 e i 70 °C, senza mai superare gli 80 °C per preservarne la qualità e il profumo di miele. Preriscaldare i contenitori con acqua calda per evitare lo shock termico durante il versamento. Posizionare lo stoppino al centro del contenitore e fissarlo con una molletta da bucato attraversata. Versare delicatamente la cera fusa lasciando 1 cm di spazio dalla sommità. Lasciare raffreddare lentamente a temperatura ambiente per 24 ore prima del primo utilizzo. Per una candela profumata, è possibile aggiungere alcune gocce di olio essenziale adatto alla diffusione tramite calore appena prima del versamento finale.

Come sostenere l’apicoltura sostenibile?

La scelta di una cera naturale si inserisce in un gesto di sostegno all’apicoltura etica e alla salvaguardia delle popolazioni di api, impollinatori essenziali per la biodiversità. Le api domestiche e selvatiche stanno subendo un preoccupante declino in Europa, legato a diversi fattori convergenti: i pesticidi neonicotinoidi, il calabrone asiatico (Vespa velutina), la varroa, le monocolture intensive e i cambiamenti climatici. L’acquisto di cera daapicoltori locali nei mercati, attraverso filiere corte o presso cooperative specializzate contribuisce a garantire la continuità delle aziende apicole sostenibili. Le AMAP (Associazioni per il Mantenimento dell’Agricoltura Contadina) propongono talvolta cesti di prodotti apistici che consentono un contatto diretto con il produttore. Oltre all’acquisto, piantare fiori melliferi nel proprio giardino o sul balcone (lavanda, rosmarino, borragine, facelia, girasole) costituisce un sostegno complementare alla biodiversità apicola. Anche gli alveari condivisi o l’adozione di alveari consentono di partecipare attivamente alla salvaguardia delle colonie.

Come riutilizzare e riciclare la cera?

La cera d’api è riciclabile all’infinito, a condizione di rispettare alcune precauzioni. Per i beewrap usurati dopo 12-18 mesi di utilizzo, è possibile raschiare delicatamente la cera residua con un coltello, quindi rifondere la cera recuperata in una pentola apposita. Filtrare la cera fusa attraverso una mussola di cotone per eliminare le impurità alimentari accumulate. Versare in stampi di silicone o vasetti di metallo per farla solidificare nuovamente e ottenere pepite riutilizzabili. Per le candele in cera pura quasi consumate, recuperare i residui di cera rimasti (dal 5 al 10% del volume iniziale), rifonderli e versarli in un nuovo contenitore con un nuovo stoppino. Anche i residui della produzione di balsami (in caso di errori di proporzione o consistenza) possono essere rifusi e riformulati. Non riutilizzare mai per scopi cosmetici una cera che sia stata a contatto diretto con alimenti crudi a rischio sanitario (pesce, carne cruda). Questa capacità di riutilizzo infinito rende la cera d’api naturale un materiale particolarmente sostenibile ed economico nel lungo periodo.