La cera d'api è una sostanza naturale secreta dalle ghiandole cerifere delle api operaie, che la utilizzano per costruire i favi dell'alveare destinati alla conservazione del miele e all'allevamento delle larve. Raccolta durante l’estrazione del miele e successivamente purificata mediante fusione e filtrazione per eliminare le impurità (residui, propoli residua), è utilizzata fin dall’antichità in cosmetica, nella produzione di candele e nella cosmesi naturale per le sue proprietà filmogene e protettive riconosciute da tempo.
Dal punto di vista chimico, la cera d’api è una miscela complessa di esteri di acidi grassi, acidi grassi liberi, alcoli grassi e idrocarburi, che le conferiscono la sua consistenza solida a temperatura ambiente e il suo caratteristico punto di fusione intorno ai 62-65 °C. Questa complessa struttura lipidica spiega la sua buona tenuta nelle formulazioni solide, in particolare nei cosmetici solidi come balsami e stick.
In cosmetica, la cera d’api è utilizzata nella composizione di balsami per le labbra, creme protettive e balsami per la pelle secca, dove forma un film occlusivo sulla superficie cutanea che limita la perdita di acqua transepidermica lasciando al contempo respirare la pelle. Funge inoltre da agente addensante naturale in numerose formulazioni, conferendo tenuta e consistenza senza ricorrere a derivati petrolchimici. La sua capacità di stabilizzare le emulsioni acqua-olio la rende inoltre un ingrediente di prima scelta nelle creme e nei balsami multiuso destinati alle mani, ai gomiti e alle zone particolarmente secche del corpo.
La cera d’api presenta un indice di comedogenicità moderato, il che significa che, in alcune persone con pelle grassa o a tendenza acneica, può favorire l’ostruzione dei pori in caso di uso prolungato e concentrato. È inoltre possibile, sebbene rara, una reazione allergica nelle persone sensibili ai prodotti dell’alveare o al polline, il che giustifica un test cutaneo preliminare in caso di anamnesi allergica nota.
La cera gialla, grezza e non sbiancata, mantiene il suo colore ambrato naturale e un leggero odore di miele, mentre la cera bianca è stata sottoposta a un processo di sbiancamento (naturale, tramite esposizione solare prolungata, o chimico) che la rende inodore e incolore, più adatta alle formulazioni cosmetiche in cui il colore o l’odore naturale non sono desiderati. Per gli usi non cosmetici, orientati verso un approccio ecosostenibile come gli imballaggi alimentari riutilizzabili, la pagina dedicata alla cera d'api naturale illustra in dettaglio queste applicazioni specifiche.
Sebbene provengano dalla stessa arnia, questi tre prodotti hanno usi molto diversi: il miele è un alimento dolce con proprietà lenitive per la gola, mentre la cera d’api è un materiale strutturante utilizzato in cosmetica e nella produzione di candele, senza proprietà nutrizionali né terapeutiche per via orale riconosciute. Questi prodotti condividono tuttavia un’origine comune, il che spiega la loro frequente combinazione nelle linee di cosmetici naturali a base di miele e cera.
Essendo la cera d’api un prodotto di origine animale, per definizione non è compatibile con uno stile di vita vegano, a differenza delle alternative vegetali come la cera di candelilla o la cera di carnauba, che offrono proprietà filmogene comparabili senza ricorrere a un prodotto di origine animale. Chi è alla ricerca di cosmetici al 100% vegetali deve quindi controllare attentamente l’elenco degli ingredienti prima di qualsiasi acquisto.
La cera d’api è generalmente ben tollerata, ma chi è allergico alle punture d’ape o ad altri prodotti dell’alveare, come la propoli, deve prestare attenzione ed effettuare un test cutaneo prima di qualsiasi uso prolungato. Nell’uso cosmetico tradizionale, non sono richieste precauzioni particolari per la popolazione generale, poiché la cera d’api è riconosciuta come un ingrediente sicuro e ampiamente utilizzato da secoli.