L'apprendimento indica l'insieme dei processi cognitivi attraverso i quali il cervello acquisisce nuove conoscenze, competenze o comportamenti. Dal punto di vista neurologico, si basa sulla plasticità cerebrale, ovvero la capacità del cervello di modificare le proprie connessioni sinaptiche nel corso della vita. Questa plasticità si osserva a qualsiasi età, dalla prima infanzia fino alla terza età.
Diverse funzioni cognitive intervengono nell’apprendimento: attenzione, memoria di lavoro, memoria a lungo termine, linguaggio, ragionamento, motivazione. Le loro prestazioni dipendono da numerosi fattori: qualità del sonno, alimentazione, gestione dello stress, attività fisica, ambiente, stato emotivo. Sostenere queste diverse dimensioni permette di ottimizzare in modo duraturo le capacità di apprendimento, a qualsiasi età. Per la memoria e la concentrazione intellettuale in generale, esistono risorse complementari.
Il cervello, un organo che consuma molta energia (circa il 20% dell’apporto energetico giornaliero), dipende da un’alimentazione adeguata. Diversi nutrienti chiave contribuiscono al suo funzionamento:
Una dieta mediterranea varia, ricca di verdure fresche, pesce grasso, semi oleosi e oli vegetali di qualità, copre la maggior parte del fabbisogno. In caso di apporti insufficienti, si può prendere in considerazione un integratore alimentare mirato su consiglio del farmacista o del medico.
Diverse piante sono tradizionalmente utilizzate per sostenere le funzioni cognitive:
Queste piante non sostituiscono una visita medica in caso di disturbi cognitivi accertati. È necessario rispettare le controindicazioni: gravidanza, allattamento, trattamenti anticoagulanti (ginkgo), disturbi cardiovascolari (guarana), patologie neuropsichiatriche. Si raccomanda di consultare un farmacista o un medico prima di qualsiasi cura prolungata.
Il sonno svolge un ruolo fondamentale nel consolidamento della memoria: è durante le fasi di sonno lento profondo e paradossale che il cervello riorganizza ciò che è stato appreso durante la giornata e lo trasferisce nella memoria a lungo termine. Una notte di sonno di qualità dopo una sessione di studio rafforza significativamente la ritenzione delle informazioni.
Il fabbisogno varia a seconda dell’età: da 14 a 17 ore per il neonato, da 10 a 13 ore per il bambino in età scolare, da 8 a 10 ore per l’adolescente, da 7 a 9 ore per l’adulto. Il rispetto di orari regolari, l’astensione dall’uso di schermi un’ora prima di coricarsi, una camera fresca (18-20 °C) e buia, nonché un’attività fisica regolare durante il giorno favoriscono un sonno ristoratore. Per la stanchezza in generale, esistono risorse specifiche.
Lo stress cronico altera l’attenzione, la memoria di lavoro e il consolidamento mnemonico. Livelli costantemente elevati di cortisolo compromettono l’ippocampo, struttura chiave della memoria. Esistono diversi strumenti per regolarlo meglio:
Per lo stress e i disturbi del sonno in generale, esistono risorse specifiche.
Diversi metodi si sono dimostrati efficaci per ottimizzare l’apprendimento:
L’apprendimento collaborativo, in gruppo, stimola l’impegno, sviluppa il pensiero critico e offre prospettive complementari.
L’attività fisica regolare apporta benefici diretti alle capacità cognitive. L’esercizio moderato aumenta l’ossigenazione cerebrale, stimola la produzione di fattori neurotrofici (BDNF) che favoriscono la plasticità neuronale, migliora la qualità del sonno e riduce lo stress. Diversi studi hanno documentato un miglior rendimento scolastico e professionale nelle persone fisicamente attive.
Le raccomandazioni dell’OMS suggeriscono 150 minuti di attività moderata a settimana per gli adulti e almeno 60 minuti al giorno per bambini e adolescenti. Sono indicati la camminata veloce, la bicicletta, il nuoto, la danza o gli sport di squadra. Una breve sessione prima o durante una sessione di studio può essere sufficiente per migliorare la concentrazione immediata.
Diverse situazioni giustificano una visita medica o paramedica:
Il medico curante indirizza il paziente allo specialista più adatto al caso. Peri bambini e per la stanchezza cronica in generale, esistono risorse specifiche. Il vostro farmacista di fiducia rimane un interlocutore prezioso per orientarvi e adattare una strategia di supporto cognitivo, a complemento del follow-up medico.