Che cos’è la parodontite e in cosa differisce dalla gengivite?
La parodontite è una malattia infettiva cronica del parodonto, ovvero dei tessuti di sostegno dei denti (gengiva, legamento parodontale, osso alveolare, cemento radicolare). A differenza della gengivite (un’infiammazione reversibile limitata alle gengive), la parodontite comporta una distruzione progressiva e irreversibile dell’osso alveolare e del legamento parodontale. I denti rimangono stabili a lungo, ma una volta che l’osso è stato distrutto, non si rigenera spontaneamente. Qualsiasi forma di parodontite richiede un follow-up da parte di un professionista della salute orale — dentista o parodontologo — per arrestarne la progressione. I prodottiper l’igiene orale e il filo interdentale adatti sono disponibili nel negozio.
- Meccanismo di distruzione: i batteri anaerobici delle tasche parodontali (Porphyromonas gingivalis, Tannerella forsythia, Treponema denticola — il «complesso rosso») attivano una risposta immunitaria eccessiva — le citochine pro-infiammatorie (IL-1β, TNF-α, PGE₂) attivano gli osteoclasti → riassorbimento osseo — è il sistema immunitario dell’ospite, più che i batteri stessi, a distruggere l’osso
- Classificazione internazionale 2017: Grado A (progressione lenta, pochi fattori di rischio) — Grado B (progressione moderata) — Grado C (progressione rapida, fattori di rischio importanti — tabacco, diabete) — Stadio da I a IV a seconda della gravità della perdita ossea e della complessità terapeutica
- Segni clinici: sanguinamento alla sondatura gengivale (segno precoce — vedi pagina “sanguinamento delle gengive”) — tasche parodontali > 4 mm — recessione gengivale (gengiva che “scende”) — mobilità dentale progressiva — diastemi (spazi tra i denti che si allargano) — alitosi persistente
- Prevalenza: la parodontite grave colpisce il 10–15% degli adulti — la parodontite moderata colpisce circa il 50% degli adulti di età superiore ai 30 anni — è la prima causa di perdita dei denti dopo i 40 anni nei paesi sviluppati
Quali sono i fattori di rischio e i legami con la salute generale?
- Tabacco — fattore di rischio principale: moltiplica da 3 a 7 volte il rischio di parodontite grave — maschera il sanguinamento gengivale (vasocostrizione = falso segno di salute) — riduce l’efficacia del trattamento parodontale — la parodontite nei fumatori progredisce più rapidamente e risponde meno bene alla detartrasi e alla levigatura radicolare — smettere di fumare migliora significativamente la prognosi
- Diabete — relazione bidirezionale: il diabete mal controllato triplica il rischio di parodontite grave (glicazione delle proteine tissutali, immunodepressione locale) — la parodontite aumenta a sua volta la resistenza all’insulina e compromette il controllo glicemico — il trattamento della parodontite può abbassare l’HbA1c dello 0,3-0,5% — nesso riconosciuto dalla Federazione Internazionale del Diabete
- Collegamenti cardiovascolari: i batteri parodontali (in particolare il P. gingivalis) possono raggiungere il circolo sanguigno e contribuire all’aterosclerosi — studi epidemiologici associano la parodontite a un aumento del rischio di infarto miocardico, ictus e insufficienza cardiaca — meccanismo: infiammazione sistemica cronica + batteriemia transitoria durante la masticazione
- Altre associazioni: gravidanza (parodontite associata a parto prematuro e basso peso alla nascita — si raccomanda lo screening) — malattie respiratorie (aspirazione di batteri orali → polmonite batterica nei soggetti fragili) — artrite reumatoide (P. gingivalis produce enzimi che citrullinano le proteine — antigene comune)
Come si diagnostica e si cura la parodontite?
- Diagnosi: sondaggio parodontale (misurazione delle tasche con una sonda graduata attorno a ciascun dente — profondità, sanguinamento, suppurazione) — radiografie panoramiche e retroalveolari (livello osseo, furcazioni interessate) — indice di placca e di sanguinamento — bilancio parodontale completo = primo atto indispensabile prima di qualsiasi trattamento
- Trattamento eziologico (fase 1) — detartraggio e levigatura radicolare (DSR): rimozione meccanico del tartaro sottogengivale e del biofilm patogeno aderente alla radice — strumento sonico o ultrasonico + curette — in anestesia locale (quadrante per quadrante) — procedura di riferimento riconosciuta dall’HAS — massima efficacia se seguita da una fase di mantenimento regolare
- Chirurgia parodontale (fase 2 se necessaria): lembo di accesso (accesso chirurgico alle radici per la levigatura radicolare profonda non raggiungibile) — rigenerazione ossea guidata (ROG — membrane + sostituti ossei) — innesti gengivali (per coprire le recessioni) — indicata in caso di insuccesso della DSR o di tasche molto profonde (> 6 mm) — eseguita da un parodontologo
- Fase di mantenimento: il successo a lungo termine dipende dal follow-up — controlli professionali ogni 3–6 mesi — valutazione delle tasche residue e re-strumentazione se necessario — senza una manutenzione regolare, la parodontite recidiva nel 70–80% dei casi entro 5 anni — l’igiene quotidiana con spazzolino e scovolini interdentali è indispensabile
Cosa si può fare quotidianamente per rallentare la parodontite?
- Rigoroso controllo quotidiano della placca: spazzolatura due volte al giorno (spazzolino morbido — tecnica di Bass modificata per raggiungere il solco gengivale) — spazzolini interdentali di dimensioni adeguate (più grandi del filo interdentale per gli spazi parodontalmente compromessi) — raschietto per la lingua (riduce la carica batterica) — senza un controllo quotidiano, qualsiasi trattamento parodontale professionale è vano
- Collutori alla clorexidina: antibatterico di riferimento (0,12–0,2 %) — uso limitato nel tempo (2–4 settimane) come coadiuvante del trattamento attivo — possibile mantenimento con formule più leggere (0,06 %) o a fluoruro di stagno — evitare l’uso cronico (macchie + disgeusia)
- Smettere di fumare: migliora la risposta al trattamento già dalle prime settimane — normalizza progressivamente la vascolarizzazione gengivale — è parte integrante del piano di trattamento parodontale secondo le raccomandazioni dell’HAS
- Controllo del diabete: nei pazienti diabetici, l’equilibrio glicemico (HbA1c < 7 %) migliora la risposta al trattamento parodontale — e viceversa — si raccomanda il coordinamento tra dentista e medico curante in caso di diabete + parodontite — in caso di ascesso parodontale, è necessario recarsi immediatamente dal medico