Il cranberry (Vaccinium macrocarpon), noto anche come mirtillo rosso, è una bacca rossa originaria del Nord America, tradizionalmente utilizzata in fitoterapia per favorire il benessere urinario. La sua fama si basa sul suo elevato contenuto di proantocianidine di tipo A (PAC-A), una particolare famiglia di polifenoli che si trova raramente in altri frutti rossi. Questa specificità biochimica distingue il cranberry dalle altre piante utilizzate per il benessere urinario, i cui meccanismi d’azione si basano per lo più su proprietà diuretiche o antisettiche classiche.
Il meccanismo d’azione del cranberry è specifico: le PAC-A impediscono ad alcuni batteri, in particolare all’Escherichia coli con fimbrie di tipo P, di aderire alla parete della vescica. A differenza di un antisettico, il mirtillo rosso non ha un’azione antibatterica diretta: agisce a monte, limitando l’adesione batterica che dà origine all’infezione. La bacca è inoltre naturalmente ricca di vitamina C, un ulteriore vantaggio per il sostegno delle difese naturali.
Gli studi disponibili si concentrano essenzialmente sull’uso preventivo, nelle persone soggette a cistiti ricorrenti, piuttosto che sul trattamento di un’infezione urinaria già in atto. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) non ha convalidato alcuna indicazione sulla salute relativa alla riduzione del rischio di infezioni del tratto urinario, ritenendo le prove cliniche ancora insufficienti, sebbene l’uso tradizionale e il meccanismo anti-adesione siano ampiamente documentati. In caso di infezione urinaria accertata, con febbre o dolori lombari, il mirtillo rosso non sostituisce una terapia antibiotica prescritta, e l’equilibrio della flora vaginale merita anch’esso di essere preso in considerazione nelle cistiti ricorrenti.
Gli studi clinici utilizzano generalmente estratti standardizzati che apportano almeno 36 mg di PAC-A al giorno, una concentrazione difficile da raggiungere con il classico succo di mirtillo rosso, spesso diluito e ricco di zuccheri aggiunti. Gli integratori in capsule o compresse, dosati in PAC-A, consentono di raggiungere più facilmente questa concentrazione di riferimento, talvolta in associazione con altri polifenoli antiossidanti. In periodi di maggiore sensibilità viene generalmente consigliata una cura della durata di diverse settimane o mesi.
Il mirtillo rosso viene spesso associato ad altri approcci per il benessere urinario e intimo. I probiotici specifici, mirati all’equilibrio del microbiota intimo, sono spesso associati al mirtillo rosso nelle donne soggette a cistiti ricorrenti, poiché i due approcci agiscono su meccanismi complementari piuttosto che ridondanti.
Il mirtillo rosso contiene ossalati, il che richiede cautela nelle persone con una storia di calcoli urinari di tipo ossalocalcico. In letteratura è stata segnalata un’interazione con i trattamenti anticoagulanti (in particolare il warfarin): si raccomanda di consultare un medico prima di qualsiasi cura prolungata nelle persone in terapia anticoagulante. Infine, il mirtillo rosso non sostituisce mai una visita medica in caso di febbre, sangue nelle urine o dolori lombari indicativi di un’affezione renale.