Il parto è un evento che cambia la vita, caratterizzato da numerose domande ed emozioni per i futuri genitori. Ecco alcuni punti di riferimento fondamentali per affrontare questa fase con serenità.
Che cos’è il parto?
Il parto è il processo fisiologico attraverso il quale il bambino lascia l’utero materno per venire al mondo. Segna il culmine della gravidanza e può avvenire in diversi modi:
- Via bassa (vaginale): modalità di parto fisiologico, con o senza assistenza strumentale
- Cesareo: intervento chirurgico programmato o d’urgenza in base alle indicazioni mediche
- Fasi successive: inizio del travaglio, dilatazione della cervice, espulsione del bambino e poi della placenta
Secondo i dati dell’Inserm, circa 1 parto su 5 in Francia avviene con taglio cesareo. Per prepararsi a questa fase, consultate i nostri consigli dedicati alla gravidanza.
Come riconoscere i segni del travaglio?
Diversi segnali annunciano l’inizio del travaglio:
- Contrazioni regolari e sempre più ravvicinate, dolorose e che non si attenuano con il riposo
- Perdita del tappo mucoso: muco denso, talvolta macchiato di sangue, che può verificarsi diversi giorni prima del travaglio
- Rottura delle acque: fuoriuscita abbondante o continua di liquido amniotico (da segnalare immediatamente)
- Cambiamenti nella cervice: progressivo appiattimento e dilatazione, percepibili durante l’esame vaginale
- Diarrea o nausea all’avvicinarsi del travaglio
- Aumentodella sensazione di pressione pelvica
In caso di dubbio, contattate il vostro reparto maternità o la vostra ostetrica. La rottura delle acque richiede il ricovero in maternità, indipendentemente dal fatto che sia accompagnata o meno da contrazioni.
Quali sono le fasi del parto?
Il parto si articola in tre fasi successive:
- Fase di dilatazione: dall'inizio delle contrazioni regolari alla completa dilatazione della cervice (10 cm). Durata variabile: da 6 a 12 ore per il primo figlio, spesso più breve per i successivi
- Fase di espulsione: dalla dilatazione completa della cervice alla nascita del bambino. Durata media da 30 a 60 minuti, accompagnata dagli sforzi di spinta
- Espulsione della placenta: espulsione della placenta, entro 30 minuti dalla nascita, sotto controllo medico
Ogni fase è seguita dall’équipe medica (ostetrica, ostetrico), che adatta le cure in base all’andamento del parto. Il monitoraggio del battito cardiaco fetale e delle contrazioni è continuo.
Quali sono i diversi tipi di parto?
Esistono diverse modalità a seconda del contesto:
- Parto vaginale fisiologico: svolgimento spontaneo senza intervento strumentale
- Parto vaginale strumentale: assistenza con forcipe, ventosa o spatole in caso di difficoltà di espulsione
- Cesareo programmato: deciso in anticipo per motivi medici (presentazione podalica, anamnesi, patologie materne)
- Cesareo d’urgenza: deciso durante il travaglio per motivi legati alla salute della madre o del feto
- Parto fisiologico in casa di maternità: per gravidanze a basso rischio
- Parto in casa: pratica regolamentata ma rara in Francia
La scelta viene effettuata di comune accordo con l’équipe ostetrica in base alla situazione clinica. La nostra sezione dedicata alla preparazione al parto offre riferimenti utili.
Come prepararsi al parto?
La preparazione struttura le ultime settimane:
- Corsi di preparazione al parto: 7 sedute rimborsate dall’Assicurazione Malattia, con un’ostetrica o in gruppo
- Esercizi di respirazione e rilassamento
- Preparazione fisica: yoga prenatale, sofrologia, aptonomia, ginnastica in acqua prenatale, canto prenatale
- Visita al reparto maternità e incontro con l'équipe
- Redazione di un piano di parto (desideri e preferenze)
- Preparazione della valigia per il parto a partire dalla 32ª-34ª settimana
- Preparazione logistica: percorso per raggiungere il reparto maternità, affidamento dei figli più grandi, contatti con i propri cari
- Preparazione emotiva: dialogo con il partner, gestione delle apprensioni
Il colloquio prenatale precoce, proposto al 4° mese, è l’occasione per discutere di tutte le questioni con l’ostetrica.
Come gestire il dolore durante il parto?
Esistono diversi approcci che possono essere combinati tra loro:
Metodi farmacologici:
- Epidurale: anestesia locoregionale, il metodo più utilizzato in Francia, sotto la supervisione di un anestesista
- Anestesia spinale: utilizzata per i parti cesarei
- Protossido di azoto (MEOPA): alternativa complementare
- Analgesici per via endovenosa in determinate situazioni
Metodi non farmacologici:
- Respirazione profonda e tecniche di rilassamento
- Ipnosi e autoipnosi
- Agopuntura ostetrica
- Bagno o doccia calda durante il travaglio
- Pallone da parto, mobilizzazione, camminata
- Massaggio e sostegno continuo da parte del partner
- TENS ostetrica (neurostimolazione transcutanea)
- Sofrologia e visualizzazione
La scelta va discussa con l’équipe ostetrica e può evolvere durante il travaglio a seconda delle necessità.
Quando è necessario recarsi in maternità?
Diverse situazioni richiedono la partenza:
- Contrazioni regolari: ogni 5 minuti per almeno 1 ora per il primo figlio, prima (ogni 10 minuti) per i successivi
- Rottura delle acque, anche in assenza di contrazioni
- Sanguinamento abbondante
- Diminuzione o assenza dei movimenti del bambino
- Dolori intensi e continui, diversi dalle contrazioni abituali
- Febbre o brividi
- Forti mal di testa, disturbi visivi, gonfiori improvvisi (segni di preeclampsia)
- Su consiglio del personale sanitario
In caso di dubbio, non esitate mai a chiamare il reparto maternità o la vostra ostetrica: vi indicheranno come comportarvi.
Parto spontaneo o indotto: qual è la differenza?
Esistono due modalità di induzione:
- Parto spontaneo: inizia naturalmente quando il corpo della madre e il bambino sono pronti, il più delle volte tra la 37ª e la 41ª settimana di amenorrea
- Parto indotto: avviato medicalmente per motivi clinici (superamento del termine, rottura prolungata delle membrane, ritardo di crescita, ipertensione, diabete gestazionale)
- Metodi di induzione: ossitocina per via endovenosa, prostaglandine, palloncino cervicale, amniotomia
- Monitoraggio intensificato in caso di induzione
La decisione di indurre il parto viene presa dall’équipe ostetrica, secondo le precise raccomandazioni dell’HAS e del CNGOF. Il termine «superato» richiede in genere un monitoraggio ravvicinato e l’induzione tra la 41ª e la 42ª settimana di amenorrea.
Quali posizioni adottare durante il parto?
Sono possibili diverse posizioni a seconda del comfort e delle esigenze mediche:
- Decubito dorsale o ginecologico: posizione tradizionale, ancora molto utilizzata
- Decubito laterale: favorisce una discesa progressiva
- Posizione semi-seduta: bilancia comfort ed efficacia della spinta
- Posizione accovacciata: apre il bacino, favorisce la discesa
- A quattro zampe: allevia la tensione sulla schiena e orienta il bambino
- Pallone da parto: favorisce la mobilità durante il travaglio
- Posizione eretta o sospesa
Con l’epidurale, alcune posizioni diventano più difficili. La scelta va discussa con l’équipe medica e può cambiare a seconda di come procede il travaglio.
Che cos’è un piano di parto?
Il piano di parto è un documento personale che esprime i desideri della futura mamma:
- Gestione del dolore preferita (epidurale o meno, metodi complementari)
- Posizioni desiderate durante il travaglio e la fase espulsiva
- Presenza del partner e dei familiari
- Modalità di monitoraggio e interventi desiderati o temuti
- Prime azioni dopo il parto: contatto pelle a pelle, allattamento precoce, clampaggio del cordone ombelicale
- Esami del neonato e spazio riservato alle cure in presenza dei genitori
- Preferenze in caso di cesareo o di complicazioni
Da discutere con la vostra ostetrica o il vostro ostetrico durante le visite prenatali. Mantenete una mentalità aperta: le circostanze reali potrebbero richiedere degli adattamenti. Il piano di parto facilita la comunicazione con l’équipe.
Come si svolge il follow-up post-parto?
Il follow-up postnatale riguarda sia la mamma che il neonato:
- Monitoraggio immediato in sala parto e poi nel reparto post-parto (emorragie, contrazioni uterine, vitalità del bambino)
- Cura del neonato: pesate, esami clinici, monitoraggio dell’alimentazione
- Consigli sull’allattamento al seno o sull’alimentazione dei neonati
- Visite a domicilio dell’ostetrica nei giorni successivi al rientro a casa
- Visita postnatale a 6-8 settimane con il ginecologo o l’ostetrica
- Riabilitazione perineale prescritta dopo la visita postnatale
- Monitoraggio dell’umore (baby blues, depressione post-parto)
- Vaccinazioni del neonato secondo il calendario vaccinale
- Controlli pediatrici nelle fasi chiave della crescita (libretto sanitario)
Come favorire un buon recupero?
Il recupero post-parto richiede diverse settimane:
- Riposo sufficiente: sonnellini quando il neonato dorme, condivisione delle cure notturne
- Alimentazione equilibrata: ricca di ferro, calcio, omega-3 e proteine
- Idratazione da 2 a 2,5 L al giorno, soprattutto in caso di allattamento al seno
- Attività fisica leggera e graduale previa autorizzazione medica (camminata, yoga leggero)
- Cura locale del perineo o della cicatrice del taglio cesareo secondo le raccomandazioni
- Sostegno da parte della famiglia e degli amici per la gestione quotidiana
- Attenzione all’umore: baby blues frequente (fino al 70% delle mamme), depressione post-partum da individuare
- Ripresa dell’attività sessuale secondo i propri ritmi, con un metodo contraccettivo adeguato da discutere con il medico
- Riabilitazione perineale e addominale prescritta dopo la visita postnatale
Peril periodo post-gravidanza, consigli specifici accompagnano la neomamma nel lungo periodo. Secondo l’HAS, un attento monitoraggio delle prime 6 settimane post-parto è essenziale per il benessere fisico e psichico. Non esitate a chiedere aiuto: preservare la vostra salute significa anche prendersi cura del vostro bambino.