Che cos'è una carenza vitaminica e come si manifesta?
Una carenza vitaminica si verifica quando l'organismo non riceve una quantità sufficiente di una vitamina essenziale, sia a causa di un'alimentazione inadeguata, sia a causa di un assorbimento alterato. Le vitamine non vengono immagazzinate a lungo termine dall’organismo (ad eccezione delle vitamine liposolubili A, D, E, K): un’alimentazione squilibrata per alcune settimane può essere sufficiente a creare una carenza. Scopri la nostra gamma di prodotti per le carenze nutrizionali e i nostri integratori per il sistema immunitario per prevenire le carenze più comuni.
- Vitamine idrosolubili (B, C): non vengono immagazzinate — basta un’interruzione dell’alimentazione di poche settimane per creare una carenza — la vitamina B12 fa eccezione poiché le sue riserve epatiche durano 2–5 anni
- Vitamine liposolubili (A, D, E, K): immagazzinate nei tessuti adiposi e nel fegato — la carenza si manifesta più lentamente ma è più difficile da correggere — la vitamina D3 rimane quella con la carenza più frequente in Francia (80% della popolazione in inverno)
- Cause principali: alimentazione troppo povera di frutta e verdura — diete restrittive senza compensazione — cottura eccessiva (distrugge fino all’80% delle vitamine idrosolubili) — malassorbimento digestivo (sindrome dell’intestino irritabile, morbo di Crohn, chirurgia bariatrica) — farmaci che esauriscono le vitamine (IPP → B12, metformina → B12, antiepilettici → B9)
- Carenze combinate frequenti: le carenze raramente si presentano da sole — vitamina D3 + magnesio (il magnesio attiva la D3) — vitamina B12 + B9 (ciclo interdipendente) — vitamina C + ferro (la vitamina C migliora l’assorbimento del ferro)
- Come confermare: solo un esame del sangue permette di confermare una carenza — i sintomi (stanchezza, infezioni, dolori) si sovrappongono a quelli di numerose altre patologie — non assumere mai integratori alla cieca senza un esame preliminare
Le carenze vitaminiche più frequenti e i relativi sintomi
- Vitamina D3: colpisce l’80% dei francesi in inverno — segni: stanchezza, dolori ossei e muscolari, infezioni ricorrenti, calo del morale in autunno-inverno — si raccomanda un esame del sangue ogni autunno per le persone a rischio
- Vitamina B12: frequente nei vegani e negli anziani — segni: formicolio alle mani e ai piedi, stanchezza profonda, disturbi della memoria, calo del morale — una grave carenza può causare danni neurologici irreversibili
- Vitamina B9 (folato): frequente nelle donne in età fertile e nelle persone che assumono determinati farmaci — sintomi: stanchezza, anemia, disturbi dell’umore — essenziale prima e durante la gravidanza per proteggere il bambino da malformazioni
- Vitamina C: carenza frequente nei fumatori e nelle persone che consumano poca frutta e verdura fresca — sintomi: affaticamento, infezioni ricorrenti, gengive sanguinanti, lenta cicatrizzazione — lo scorbuto (carenza grave) rimane raro, ma le carenze subcliniche sono comuni
- Vitamina A: rara nei paesi sviluppati, tranne che negli anziani o nelle persone gravemente denutrite — sintomi: scarsa visione notturna, pelle secca, infezioni ORL ricorrenti — attenzione: la vitamina A è tossica se assunta in eccesso (non superare le dosi raccomandate)
Gruppi a maggior rischio e prevenzione mirata
- Vegani e vegetariani rigorosi: la vitamina B12 è assente nei vegetali → integrazione obbligatoria — vitamina D3 vegana disponibile dal lichene — il ferro viene assorbito meno bene dai vegetali → associare sempre alla vitamina C
- Anziani (> 65 anni): assorbimento ridotto della vitamina B12 (minore acidità gastrica) — sintesi della vitamina D da parte della pelle fino a 4 volte meno efficace — alimentazione spesso carente — si raccomanda uno screening annuale delle carenze
- Donne in gravidanza e in allattamento: fabbisogno aumentato di vitamina B9 (chiusura del tubo neurale del bambino), vitamina D3, vitamina B12 e ferro — si raccomanda l’integrazione sistematica sin dal momento in cui si pianifica la gravidanza
- Fumatori: il tabacco distrugge la vitamina C — fabbisogno aumentato di 35 mg/giorno rispetto ai non fumatori — rischio di carenza anche con un’alimentazione apparentemente corretta
- Persone sottoposte a trattamenti cronici: inibitori della pompa protonica (IPP) e metformina → esauriscono la vitamina B12 — antiepilettici → esauriscono la vitamina B9 — corticosteroidi → riducono l’assorbimento della vitamina D e del calcio — in queste situazioni è indispensabile un monitoraggio biologico regolare
Prevenire le carenze e integrare correttamente
- Alimentazione varia e poco lavorata: verdure a ogni pasto (B9, C, K) — proteine animali o legumi (B12, ferro, zinco) — cereali integrali (B1, B3, magnesio) — frutta fresca cruda (vitamina C, B9) — cuocere al vapore e consumare una parte delle verdure crude per preservare le vitamine sensibili
- Integrazione mirata in base al profilo: vitamina D3 1.000–2.000 UI/giorno da ottobre a marzo per tutti — vitamina B12 per tutti i vegani — vitamina B9 per tutte le donne che intendono rimanere incinte — consultare un professionista sanitario prima di assumere più integratori contemporaneamente
- Forme biodisponibili da privilegiare: vitamina D3 piuttosto che D2 — metilcobalamina per la B12 — 5-MTHF per la B9 in caso di scarsa tolleranza all’acido folico — vitamine liposolubili (A, D, E, K) da assumere con un pasto contenente grassi per garantirne un buon assorbimento
- Controllo annuale raccomandato: vitamina D3 + B12 + ferro + ferritina + magnesio — in particolare prima dell’inverno e per i gruppi a rischio — permette di adattare l’integrazione alle reali esigenze piuttosto che assumere “tutto per precauzione”
- Salute dell’apparato digerente e assorbimento: un intestino sano è indispensabile per l’assorbimento delle vitamine — le malattie digestive croniche, l’uso prolungato di inibitori della pompa protonica (IPP) e la disbiosi riducono l’assorbimento di numerose vitamine — sostenere il microbiota con i probiotici migliora indirettamente lo stato vitaminico