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Gattilier: Regolare il ciclo mestruale in modo naturale

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Il vitex (Vitex agnus-castus), noto anche come “pepe dei monaci”, è un arbusto mediterraneo utilizzato fin dall’antichità nella fitoterapia femminile. Le sue bacche contengono iridoidi (agnuside) e diterpeni, studiati per il loro effetto benefico sull’equilibrio ormonale e sul benessere del ciclo mestruale femminile. L’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ne riconosce un uso medico consolidato per la sindrome premestruale.

Quali sono i benefici del gattilier?

I benefici del gattilier si manifestano principalmente sui disturbi femminili legati alle variazioni ormonali e sull’equilibrio emotivo talvolta compromesso dal ciclo (irritabilità, ansia premestruale).

  • Alleviamento delle tensioni della sindrome premestruale
  • Sollievo in caso di cicli irregolari, nell’uso tradizionale
  • Sostegno nei disturbi ormonali della perimenopausa
  • Azione sull’asse dopaminergico, in grado di modulare la secrezione di prolattina

In quale forma utilizzare l’agnocasto?

L’agnocasto si presta a diverse forme farmaceutiche a seconda dell’obiettivo perseguito, dalla cura del ciclo mestruale al trattamentodell’acne cosiddetta ormonale.

  • Capsule o compresse di estratto standardizzato: la forma più utilizzata per i trattamenti di lunga durata
  • Tintura madre: elevata concentrazione e dosaggio modulabile
  • Infuso di bacche essiccate: 1 cucchiaino da caffè per 250 ml, in infusione per 10 minuti
  • Macerato glicerinico di gemme: approccio delicato, nella gemmoterapia

L’agnocasto allevia la sindrome premestruale?

L'agnocasto è una delle piante meglio documentate contro la sindrome premestruale. Diversi studi clinici riportati dall'EMA indicano una riduzione della tensione mammaria, dell'irritabilità, del gonfiore e delle mestruazioni dolorose dopo diversi cicli di assunzione. L’effetto è progressivo: in genere si manifesta dopo 3-6 settimane di uso regolare e si apprezza appieno dopo 3 cicli consecutivi.

L'agnocasto è indicato in caso di cicli irregolari?

L’agnocasto è tradizionalmente utilizzato per accompagnare i cicli mestruali irregolari, in particolare quando sono caratterizzati da una fase luteale breve o da un relativo eccesso di estrogeni. La sua azione dopaminergica potrebbe moderare la secrezione di prolattina e favorire un ciclo più regolare, in particolare con l’avvicinarsi della perimenopausa. Questo uso rimane tradizionale e non sostituisce una visita ginecologica, indispensabile in caso di amenorrea, cicli molto irregolari o desiderio di gravidanza.

L’agnocasto è utile durante la menopausa?

Durante la menopausa, l’agnocasto può alleviare i disturbi legati alle fluttuazioni ormonali: vampate di calore, sudorazioni notturne, sbalzi d’umore. Viene spesso associato ad altre piante tradizionalmente utilizzate in questo contesto, come la salvia o il luppolo. La sua efficacia in questa indicazione non è tuttavia formalmente convalidata dall’EMA, a differenza del suo impiego nella sindrome premestruale.

Qual è il dosaggio giornaliero dell’agnocasto?

Il dosaggio dell’agnocasto dipende dalla forma scelta e dall’indicazione. Per ottenere un effetto stabile è generalmente necessaria una cura di diversi mesi. A volte viene associato a un adattogeno come la maca, a seconda dell’obiettivo perseguito.

  • Estratto secco standardizzato: da 4 a 40 mg al giorno a seconda del prodotto, da assumere al mattino
  • Tintura madre: da 30 a 40 gocce, una volta al giorno
  • Infuso: 1 cucchiaino di bacche per 250 ml, fino a 2 tazze al giorno
  • Durata: da 3 a 6 mesi per la sindrome premestruale e i cicli mestruali, da rivalutare successivamente con un operatore sanitario

Chiedete consiglio al vostro farmacista, in particolare in caso di episodi di stress cronico o di assunzione contemporanea di altre piante con proprietà ormonali.

Quali sono le controindicazioni dell’agnocasto?

L’azione ormonale dell’agnocasto richiede diverse precauzioni rigorose, a cominciare dalla gravidanza e da alcune condizioni mediche delicate.

  • Gravidanza e allattamento: da evitare assolutamente
  • Precedenti di tumori ormono-dipendenti (seno, utero, ovaie): uso vietato
  • Terapia ormonale in corso, pillola contraccettiva o terapia ormonale sostitutiva (TOS): rischio di interazione
  • Antagonisti o agonisti dopaminergici (antipsicotici, trattamenti per il morbo di Parkinson): possibile antagonismo farmacologico
  • Possibili effetti indesiderati all’inizio del trattamento: mal di testa, nausea, lievi alterazioni del ciclo

Qualsiasi reazione allergica grave, come un edema di Quincke (gonfiore del viso, difficoltà respiratorie), richiede di chiamare immediatamente il 15 o il 112; anche qualsiasi segnodi insonnia o agitazione persistente dopo l’inizio del trattamento giustifica una consultazione medica.