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Acrodermatite enteropatica: malattia rara legata allo zinco

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Informazioni sanitarie redatte sotto la supervisionedi Arnaud, dottore in Farmacia. Fonti: Orphanet (Inserm), Haute Autorité de Santé (HAS), rete sanitaria per le malattie dermatologiche rare FIMARAD, Società Francese di Pediatria. Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce la presa in carico presso un centro di riferimento per le malattie rare. In presenza di segni suggestivi in un neonato, consultare tempestivamente un pediatra o un dermatologo.

Che cos’è l’acrodermatite enteropatica?

L’acrodermatite enteropatica (AE) è una malattia genetica rara (prevalenza stimata a circa 1 su 500.000 nascite) caratterizzata da un deficit di assorbimento intestinale dello zinco, un oligoelemento essenziale. Questa patologia, classificata tra le malattie orfane, è seguita in Francia nell’ambito della rete FIMARAD (Rete sanitaria per le malattie dermatologiche rare).

Lo zinco svolge un ruolo centrale nella crescita, nella cicatrizzazione, nel funzionamento del sistema immunitario, nella sintesi del DNA, nell’attività di oltre 300 enzimi e nello sviluppo cerebrale. Una carenza cronica di zinco comporta quindi conseguenze multisistemiche.

È importante distinguere due entità cliniche simili:

  • L’acrodermatite enteropatica ereditaria (forma genetica), legata a una mutazione del gene SLC39A4, che si manifesta tipicamente nei neonati dopo lo svezzamento.
  • Le forme acquisite (talvolta denominate «acrodermatitis enteropathica-like» o PEAR) legate a una carenza di zinco di origine non genetica: neonati prematuri, neonati allattati esclusivamente al seno da una madre a sua volta carente, malassorbimento secondario (morbo di Crohn, MICI, fibrosi cistica, chirurgia bariatrica, denutrizione grave, alcolismo cronico).

Con una diagnosi e una gestione precoci, i pazienti affetti da AE possono condurre una vita normale senza sequele a lungo termine, a condizione di proseguire l’integrazione per tutta la vita.

Quali sono i sintomi dell’acrodermatite enteropatica?

I sintomi compaiono tipicamente da alcune settimane a qualche mese dopo lo svezzamento, poiché il lattematerno contiene una forma di zinco più facilmente assorbibile. Possono manifestarsi anche più tardi nelle forme atipiche o acquisite.

Triade clinica classica: dermatite, diarrea e alopecia.

Manifestazioni cutanee (spesso in primo piano):

  • Lesioni eritematose-squamose, vescicolari-bollose o ulcerate con distribuzione peri-orifiziale (intorno alla bocca, al naso, agli occhi, all’ano e alla regione genitale) e acrale (mani, piedi, gomiti, ginocchia).
  • Croste, fessure, ulcerazioni croniche resistenti alle cure abituali.
  • Alopecia diffusa del cuoio capelluto e diradamento delle sopracciglia e delle ciglia.
  • Cheilite, glossite (infiammazione della lingua), angioite.
  • Alterazioni delle unghie: distrofia, fragilità, paronichia.

Manifestazioni digestive:

  • Diarrea cronica, talvolta grave e disidratante.
  • Dolori addominali, anoressia.
  • Ritardo nella crescita e nell’aumento di peso, perdita di peso, malnutrizione.

Manifestazioni neuro-comportamentali:

  • Irritabilità, pianto inconsolabile, disturbi del sonno nei neonati.
  • Ritardo psicomotorio in caso di carenza prolungata e non trattata.

Manifestazioni immunitarie:

  • Infezioni cutanee ricorrenti (batteriche, virali, fungine — in particolare surinfezioni da Candida).
  • Ritardo nella cicatrizzazione delle lesioni.

Il quadro clinico del neonato è molto suggestivo e deve far pensare alla diagnosi di fronte a questa triade caratteristica.

Quali sono le cause dell’acrodermatite enteropatica?

La forma ereditaria dell’AE è causata da una mutazione del gene SLC39A4, situato sul cromosoma 8 (8q24.3). Questo gene codifica per la proteina ZIP4 (Zinc Transporter 4), un trasportatore dello zinco indispensabile per il suo assorbimento a livello dell’intestino tenue (enterociti).

Quando la proteina ZIP4 è non funzionale o carente, l’assorbimento intestinale dello zinco diventa gravemente insufficiente nonostante un normale apporto alimentare. Il latte materno contiene ligandi dello zinco (probabilmente citidina e acido picolinico) che ne facilitano l’assorbimento attraverso altre vie, il che spiega la tolleranza clinica durante l’allattamento e la comparsa dei sintomi dopo lo svezzamento.

La trasmissione è autosomica recessiva: il bambino affetto ha ereditato una copia mutata del gene SLC39A4 da ciascuno dei suoi genitori portatori sani. Quando entrambi i genitori sono portatori, il rischio di trasmissione in ogni gravidanza è del 25%.

Le forme acquisite di grave carenza di zinco (PEAR) hanno altre cause: alimentazione parenterale prolungata senza un apporto sufficiente di zinco, prematurità, MICI, denutrizione, malassorbimento, ecc.

Come si diagnostica l’acrodermatite enteropatica?

La diagnosi si basa sulla convergenza di elementi clinici, biologici e genetici:

  1. Esame clinico pediatrico e dermatologico: riconoscimento della triade caratteristica (dermatite peri-orifiziale, diarrea, alopecia) in un neonato svezzato.
  2. Dosaggio dello zinco nel sangue: livelli plasmatici di zinco ridotti, generalmente inferiori a 70 µg/dL (10,7 µmol/L) nei bambini. Il prelievo deve essere effettuato in condizioni rigorose (a digiuno, senza contaminazione del materiale) poiché esistono numerosi risultati falsati.
  3. Dosaggio della fosfatasi alcalina (enzima zincodipendente): spesso ridotta in caso di carenza grave.
  4. Test terapeutico con integrazione di zinco: miglioramento spettacolare delle lesioni cutanee entro 24-72 ore e della diarrea nel giro di poche settimane, elemento quasi patognomonico.
  5. Analisi genetica: sequenziamento del gene SLC39A4, che conferma la diagnosi della forma ereditaria e consente una consulenza genetica familiare. Da effettuarsi presso un centro specializzato in genetica medica.

La diagnosi differenziale comprende altre dermatiti del neonato (dermatite atopica, dermatite seborroica, eczema, candidosi cutanee estese, alcune malattie metaboliche rare). La resistenza delle lesioni ai trattamenti abituali deve far sospettare una carenza di zinco.

Qual è il trattamento dell’acrodermatite enteropatica?

Il trattamento si basa sulla somministrazione orale di integratori di zinco per tutta la vita, sotto controllo medico specializzato.

Modalità di integrazione:

  • Sali di zinco: gluconato di zinco, solfato di zinco o acetato di zinco, ben assorbiti dall’organismo.
  • Dose iniziale nei neonati: da 1 a 3 mg/kg/giorno di zinco elementare, da adeguare in base all’evoluzione clinica e biologica.
  • Assunzione lontano dai pasti (o lontano da alimenti ricchi di fitati che chelano lo zinco).
  • Trattamento a vita: l’interruzione comporta una rapida ricomparsa dei sintomi.

Evoluzione durante il trattamento:

  • Miglioramento delle lesioni cutanee entro 24-72 ore.
  • Regressione progressiva della diarrea nel giro di poche settimane.
  • Ripresa della crescita e dello sviluppo.
  • Scomparsa dei disturbi neurocomportamentali.

Monitoraggio medico a lungo termine:

  • Controlli clinici e biologici periodici (zincemia, fosfatasi alcalina, emocromo, cupremia, ceruloplasmina).
  • Adeguamento della dose in base alla crescita e alle esigenze in evoluzione (pubertà, gravidanza, malattia concomitante).
  • Monitoraggio del sovradosaggio di zinco a lungo termine, che può indurre una carenza di rame (anemia, neuropatia, deficit immunitario): il livello di rame nel sangue deve essere controllato regolarmente.

Apporto alimentare complementare: carne rossa, frutti di mare (in particolare le ostriche, particolarmente ricche), uova, legumi, semi oleosi, semi di zucca. L’alimentazione non è sufficiente a compensare il deficit di assorbimento, ma contribuisce all’equilibrio generale.

Qualsiasi integrazione deve essere prescritta e monitorata dal medico: un eccesso di zinco non è innocuo ed espone a effetti collaterali (disturbi digestivi, carenza di rame, alterazioni del sistema immunitario). L’integrazione auto-prescritta nei neonati è severamente sconsigliata.

L’acrodermatite enteropatica è ereditaria?

Sì, la forma classica è una malattia ereditaria a trasmissione autosomica recessiva. Il bambino deve ereditare due copie mutate del gene SLC39A4 (una da ciascun genitore) per esserne affetto.

Se entrambi i genitori sono portatori sani, le probabilità per ogni gravidanza sono:

  • 25%: il bambino eredita entrambe le copie mutate e sviluppa la malattia.
  • 50%: il bambino è portatore sano eterozigote, senza sintomi ma in grado di trasmettere la malattia.
  • 25%: il bambino non eredita alcuna mutazione.

Si raccomanda la consulenza genetica alle famiglie con un caso noto, idealmente prima di ogni nuova gravidanza. A seconda della situazione familiare, si può valutare la possibilità di una diagnosi prenatale, sotto la supervisione dei centri di genetica medica e nel rispetto della legislazione francese.

Le forme acquisite (di tipo PEAR) non sono ereditarie: corrispondono a una carenza di zinco legata a una condizione medica (prematurità, malassorbimento, carenza materna durante l’allattamento).

È possibile prevenire l’acrodermatite enteropatica?

Non esiste una prevenzione primaria della forma genetica ereditaria, che è determinata al momento del concepimento. Le misure di intervento riguardano essenzialmente:

  • Screening precoce nelle famiglie a rischio tramite analisi genetica mirata.
  • Riconoscimento rapido dei primi segni clinici dopo lo svezzamento del neonato, per avviare il trattamento prima che insorgano complicazioni.
  • Consulenza genetica per i futuri genitori in caso di antecedenti familiari.
  • Follow-up specialistico presso centri di riferimento per le malattie rare, integrato nel percorso di cura coordinato.

Per le forme acquisite, la prevenzione passa attraverso la vigilanza nutrizionale nelle popolazioni a rischio: neonati prematuri, neonati allattati esclusivamente da una madre carente (alimentazione molto restrittiva, alcune patologie materne), pazienti affetti da morbo di Crohn o MICI, alimentazione parenterale prolungata, chirurgia bariatrica. In presenza di segni suggestivi, può essere proposta una misurazione della zincemia.

Questo articolo ha scopo informativo. L’acrodermatite enteropatica è una malattia rara orfana che richiede una gestione presso un centro di riferimento pediatrico e dermatologico. In caso di dubbio di fronte a un neonato che presenta lesioni peri-orifiziali, diarrea o ritardo di crescita dopo lo svezzamento, consultare tempestivamente un pediatra.