Segni recenti, cicatrici di vecchia data… ogni pelle ha la sua storia. Per aiutare la vostra pelle a rigenerarsi delicatamente, Soin-et-Nature propone trattamenti specifici per attenuare le cicatrici del viso. Grazie a formule a base di acido ialuronico, silicone o principi attivi riparatori, questi prodotti favoriscono l’elasticità cutanea, attenuano i segni visibili e accompagnano la pelle nel suo processo di riparazione naturale.
Maggiori dettagli
La formazione di una cicatrice può durare fino a due anni: è ciò che viene definito periodo di maturazione. Durante questo periodo, è possibile intervenire positivamente sull’aspetto della cicatrice. Prima si interviene, migliori saranno i risultati ottenuti. Le cicatrici trattate con cura sono generalmente molto più elastiche, più chiare e meno sporgenti.
Le cicatrici esterne si formano normalmente in seguito a una lesione degli strati più profondi della pelle. Un piccolo taglio o una lieve lacerazione spesso danneggiano solo lo strato cutaneo superiore, l’epidermide. In questo caso si forma un nuovo strato cutaneo intatto a partire dallo strato inferiore dell’epidermide, che chiude la ferita.
Non è così quando la lesione raggiunge il derma, lo strato cutaneo intermedio: in questo caso, infatti, lascia tessuto cicatriziale costituito da fibre di collagene prive di elasticità. Durante la formazione di una cicatrice, la protezione ha la precedenza sull’estetica, poiché quando la pelle è lesionata, gli agenti patogeni possono penetrare facilmente nell’organismo. Non c’è quindi nulla di sorprendente nel fatto che le difese immunitarie cerchino di chiudere la ferita il più rapidamente possibile. Non è quindi raro che si formi una cicatrice irregolare. La formazione di una cicatrice è l’ultima fase, con un risultato visibile, del processo di cicatrizzazione.
Le lesioni cutanee che lasciano una cicatrice più o meno visibile dopo la guarigione sono purtroppo inevitabili nel corso della vita. Un trattamento efficace della ferita, una cicatrizzazione senza infezioni e la predisposizione genetica di ciascuno sono fattori decisivi per ridurre al minimo i segni lasciati dalla lesione.
Nella maggior parte dei casi, una cicatrice recente è rossa e sporgente. Con il passare del tempo, il tessuto cicatriziale impallidisce e si appiattisce leggermente. L’area interessata rimane chiara e priva di peli e presenta un aspetto generalmente liscio. Questo sostituto cutaneo è meno elastico e continua a evolversi per circa due anni. Per migliorare l’aspetto delle cicatrici sin dai primi segni di riparazione cutanea, l’uso regolare di prodotti dermocosmetici formulati per la rigenerazione cellulare può favorire una cicatrizzazione ottimale, riducendo al contempo arrossamenti, ispessimenti e irregolarità. Ciò può portare in seguito a indurimenti e aderenze. Il processo di rimodellamento cicatriziale può causare disturbi tipici quali
D’altra parte, a seconda della loro estensione e localizzazione, le cicatrici possono risultare fastidiose dal punto di vista estetico. Non è sempre possibile coprirle con un indumento. In zone delicate come il viso, una corretta gestione della cicatrice è quindi fondamentale.
Per gestire al meglio le lesioni cutanee ed evitare la formazione di cicatrici antiestetiche, è necessario comprendere le diverse fasi della cicatrizzazione.
La risposta vascolare è la reazione immediata dell’organismo in seguito a un’aggressione cutanea. È accompagnata da una rapida vasocostrizione che favorisce l’emostasi. Il sangue fuoriuscito dai vasi danneggiati verso il tessuto lesionato coagula formando una crosta che isola temporaneamente il tessuto cutaneo dall’ambiente circostante. Non appena si forma la ferita, si verifica una vasodilatazione regionale. La permeabilità vascolare aumenta, innescando una cascata di fenomeni infiammatori che comprendono eritema, edema, dolore e ipertermia locale. Depositi di fibrina e coaguli ricoprono rapidamente il fondo della ferita, con lo scopo di arrestare l’emorragia. Questa fase porta alla formazione del trombo rosso: il coagulo.
La fase infiammatoria ha inizio rapidamente e dura circa 3 giorni. I neutrofili compaiono già dalla prima ora della cicatrizzazione. Questa fase è essenziale per combattere i batteri circostanti e per creare un ambiente favorevole alla cicatrizzazione. Lo scopo principale dell’infiammazione è quello di attirare nella zona lesa i polinucleati (microfagi), poi i macrofagi (fagocitosi) e le proteine plasmatiche che potranno:
Durante questa fase infiammatoria, i leucociti si infiltrano nella sede della lesione, eliminano i detriti (coaguli e cellule danneggiate) e rilasciano fattori di crescita e citochine pro-infiammatorie che innescano la fase di proliferazione.
Dopo alcuni giorni, l’infiltrazione dei neutrofili cessa, lasciando spazio ai macrofagi che rimarranno predominanti per tutto il resto del processo infiammatorio.
La seconda fase consiste nella ricostruzione del tessuto e dei vasi sanguigni. Il termine«angiogenesi» indica il processo di crescita di nuovi vasi sanguigni a partire da quelli preesistenti. Questa fase inizia dopo 2-3 giorni (dopo la detersione). La ricostruzione del derma inizia 3-4 giorni dopo la lesione. Viene chiamato tessuto di granulazione, a causa del suo aspetto granulare. Questi granuli corrispondono ai numerosi vasi sanguigni che lo costituiscono. Durante la sua formazione, si osserva una migrazione coordinata di macrofagi, fibroblasti e vasi sanguigni all’interno della lesione. La ferita è arrossata, lucida, moderatamente essudativa e appare “carnosa”.
L’epidermizzazione (o epitelizzazione) è centripeta: procede dall’esterno verso l’interno. Attraverso la proliferazione e la confluenza dei cheratinociti, ha inizio sia con la moltiplicazione a partire dai bordi della ferita sia con la migrazione all’interno del tessuto di rigenere. Alcuni fattori, come la regolarità della superficie della ferita, sono determinanti nella colonizzazione per contiguità dei cheratinociti. Si forma una membrana basale definitiva con proliferazione in spessore per ripristinare un epidermide normale. Questo processo richiede fino a 21 giorni (tempo medio di chiusura di una ferita). Il colore è spesso rosato, la ferita è poco essudativa e superficiale.
Una volta completata l’epidermizzazione, si parla di tessuto cicatriziale. Tra il 25° e il 30° giorno, il collagene della cicatrice primaria si degrada e la cicatrice si rimodella, diventando più elastica, più liscia e più morbida al tatto. Questo rimodellamento porta alla formazione della cicatrice, che sarà definitiva dopo 6-12 mesi. Da notare che il nuovo tessuto rimane fragile (la resistenza alla trazione non supererà il 70–80% di quella preesistente alla comparsa della ferita) e molto sensibile ai raggi ultravioletti, da cui la necessità di applicare una protezione solare a fattore totale sulla cicatrice per almeno 2 anni
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