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I benefici dell’uva ursina per la salute

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Che cos'è l'uva-ursina?

L'uva ursina, detta anche uva d'orso o uva-ursi (Arctostaphylos uva-ursi), è un piccolo arbusto sempreverde della famiglia delle Ericacee, presente nei terreni poveri e acidi delle regioni montuose e nordiche dell'Europa. Le sue foglie di colore verde scuro, coriacee e sempreverdi, contengono fino al 10-12% di arbutina, una delle concentrazioni più elevate conosciute nel regno vegetale. Insieme ai tannini gallici, ai flavonoidi (quercetolo, miricitrina) e agli iridoidi, costituiscono la composizione farmacologica della pianta. L’uva ursina è oggetto di una monografia dedicata dell’EMA per il trattamento dei disturbi urinari benigni nelle donne adulte.

Quali benefici offre la foglia di uva ursina?

Le sue indicazioni tradizionali sono ben mirate:

  • Supporto nelle cistiti batteriche lievi e non complicate nelle donne adulte;
  • Sostegno al benessere urinario in caso di minzione fastidiosa;
  • Azione antibatterica urinaria mirata grazie all’arbutina;
  • Effetto astringente delicato sui disturbi urinari;
  • Apporto antiossidante complementare grazie ai flavonoidi.

Perché è considerata la pianta per eccellenza dell’arbutina?

Nessun’altra pianta medicinale contiene una concentrazione di arbutina pari a quella della bacca di orsino. Inattiva nella sua forma naturale, l’arbutina viene assorbita nell’intestino, attraversa il fegato e si concentra poi nelle urine, dove rilascia il suo metabolita attivo,l’idrochinone. Questo composto esercita un'azione antibatterica locale sui germi urinari (E. coli, Proteus, Staphylococcus). Per ottimizzare l’effetto, l’urina deve essere alcalina: durante il trattamento evitare succhi di frutta acidi, caffè e alcol; privilegiare acque minerali bicarbonatate e verdure.

Allevia davvero le cistiti lievi?

Sì, se somministrata in un ciclo di trattamento d’attacco breve e ben monitorato. La letteratura scientifica ne sostiene l’efficacia nelle cistiti batteriche semplici delle donne adulte, in abbinamento a un’abbondante idratazione. In caso di disturbi urinari ricorrenti, può rientrare in una strategia che includa anche il cranberry (azione anti-adesione) eil mirtillo rosso (azione sistemica). Qualsiasi cistite febbrile, ematurica, maschile, infantile, delle donne in gravidanza o recidivante deve portare a una consultazione medica immediata, non all’automedicazione con l’uva ursina.

Come utilizzare l’uva ursina in un trattamento breve?

Esistono diverse forme galeniche:

  • Tisana di foglie essiccate: da 1 a 2 cucchiaini da caffè per 250 ml di acqua appena bollente (non bollente), 15 minuti, da 2 a 3 tazze al giorno;
  • Macerazione a freddo: 12 ore a temperatura ambiente, per limitare l’estrazione dei tannini irritanti;
  • Capsule di estratto secco standardizzato in arbutina: da 400 a 500 mg da 2 a 3 volte al giorno a seconda del prodotto, ovvero circa da 400 a 700 mg di arbutina totale al giorno;
  • Tintura madre: da 30 a 50 gocce in un bicchiere d’acqua, da 2 a 3 volte al giorno;
  • Durata massima: da 7 a 10 giorni per ciclo, massimo 5 cicli all’anno, con abbondante idratazione (da 1,5 a 2 litri di acqua al giorno).

Quali precauzioni occorre osservare con l’uva ursina?

  • Durata rigorosa: non superare mai i 7-10 giorni per ciclo (l’idrochinone è potenzialmente epatotossico a dosi elevate o in caso di uso prolungato);
  • Controindicata nelle donne in gravidanza o in allattamento enei bambini di età inferiore ai 12 anni;
  • Controindicata in casodi insufficienza renale o epatica;
  • Prestare attenzione in caso di trattamento con diuretici, antinfiammatori o anticoagulanti;
  • Possibili effetti indesiderati: nausea, vomito (legati ai tannini), colorazione verdastra delle urine (benigna);
  • Applicazione cutanea: l’idrochinone è vietato per uso cosmetico nell’Unione europea (regolamento 1223/2009). Non applicare direttamente sulla pelle;
  • Febbre, dolore lombare, sangue nelle urine: consultare immediatamente un medico.

Quali piante associare all’uva ursina?

Le sinergie per il tratto urinario dipendono dalla fase:

  • Mirtillo rosso per potenziare l’effetto anti-adesione batterica nella cura d’attacco;
  • Erica come trattamento di mantenimento delicato (ma senza cumularla nello stesso periodo: meccanismo condiviso dell’arbutina);
  • Pilosella e verga d'oro per potenziare il drenaggio e l'azione antinfiammatoria a livello urinario;
  • Ortica in sinergia diuretica e rimineralizzante;
  • Acerola o vitamina C per il supporto immunitario di accompagnamento;
  • D-mannosio in parallelo per i casi di E. coli ricorrente.