Il ricino (Ricinus communis), pianta originaria dell’Africa e dell’India, fornisce un olio vegetale rinomato per le sue proprietà nutrienti, idratanti e avvolgenti. Ottenuto tramite spremitura a freddo,l’olio di ricino è ricco di acidi grassi, vitamina E e soprattutto di acido ricinoleico, il suo componente principale che gli conferisce la caratteristica consistenza densa e viscosa. Utilizzato fin dall’antichità, oggi è un grande classico della cura cosmetica naturale dei capelli, delle ciglia, delle unghie e della pelle. La sua ricchezza di sostanze grasse lo rende un alleato per la nutrizione e il rinforzo della fibra capillare e dell’epidermide. Si integra facilmente in una routine di cura dei capelli o della pelle. Da notare che possiede anche un uso interno storico molto diverso (lassativo), che rientra in un quadro rigoroso descritto più avanti.
L’olio di ricino è apprezzato soprattutto per i suoi usi cosmetici:
La sua texture ricca trattiene l’idratazione e crea un film protettivo. È un olio nutriente per eccellenza, da utilizzare in piccole quantità data la sua densità.
Questa è la sua credenza più diffusa, che va però chiarita con onestà. L'olio di ricino nutre e riveste la fibra capillare e i peli delle ciglia e delle sopracciglia, rendendoli più morbidi, più lucenti, più resistenti alla rottura edall'aspetto più folto. Limitando la rottura, aiuta a preservarne la lunghezza. D’altra parte, non esistono prove scientifiche solide che dimostrino che acceleri la crescita o aumenti effettivamente il numero di peli: la velocità di crescita e la densità sono essenzialmente determinate da fattori genetici. L’effetto «ciglia più lunghe» osservato è dovuto soprattutto all’azione protettiva che limita la rottura e dona un aspetto più folto — un reale beneficio cosmetico, ma da non confondere con una vera ricrescita. Per ciglia nutrite e capelli protetti, l’olio di ricino rimane molto utile. Tuttavia, in caso di caduta dei capelli marcata è necessario consultare un dermatologo, cosa che nessun olio può sostituire.
Esistono diversi modi di applicazione a seconda dell’obiettivo. Come impacco per capelli: applicare sul cuoio capelluto e sulle lunghezze, lasciare in posa da 1 a 2 ore (o per tutta la notte) prima dello shampoo — spesso mescolato a un olio più fluido (jojoba, cocco) poiché quello di ricino è denso. Come siero per ciglia e sopracciglia: stendere la sera un sottile strato con un pennellino pulito, evitando il contatto con gli occhi. Come massaggio cutaneo: per nutrire la pelle secca e ammorbidire screpolature e zone ruvide. Su unghie e cuticole: da applicare quotidianamente per nutrire e proteggere. Come impacco tiepido: tradizionalmente utilizzato per favorire il benessere muscolare e articolare. In ogni caso, per l’uso esterno, effettuare prima un test cutaneo e utilizzare solo una piccola quantità, poiché la consistenza è molto coprente. Questi usi cosmetici sono sicuri e ben tollerati dalla maggior parte delle pelli, a differenza dell’uso interno che richiede una stretta supervisione.
Nella cura della pelle secca, l’olio di ricino è molto efficace per nutrire, ammorbidire e ripristinare il benessere delle zone ruvide, screpolature e fessure, grazie al suo elevato contenuto di sostanze grasse che creano un film protettivo. Per quanto riguarda macchie, cicatrici e smagliature, occorre mantenere un approccio moderato: l’olio di ricino ammorbidisce la pelle e ne favorisce il benessere, ma non esistono prove concrete che dimostrino che «cancelli» le macchie pigmentarie o le cicatrici consolidate. Al massimo può migliorare l’elasticità e l’aspetto cutaneo. Allo stesso modo, gli vengono attribuite proprietà contro l’acne e le imperfezioni: in realtà, la sua consistenza densa può essere comedogena per alcune pelli, e l’acne è una patologia che richiede il parere di un dermatologo, non un semplice olio. È quindi necessaria cautela sulle pelli con tendenza grassa o acneica. L’olio di ricino rimane innanzitutto un eccellente olio nutriente per le pelli secche.
L’olio di ricino ha un uso interno storico come potente lassativo: se ingerito, esercita un marcato effetto purgativo stimolando il transito intestinale. Questo uso deve essere affrontato con la massima cautela e rientra in un ambito quasi medicinale. Il suo effetto è molto potente e può provocare crampi addominali, disidratazione e squilibri. Non si tratta di un rimedio innocuo per il benessere digestivo quotidiano: per una stitichezza occasionale esistono soluzioni ben più delicate. Se se ne prevede l’uso come lassativo, deve essere occasionale, a dose minima e sotto la supervisione di un operatore sanitario. È formalmente sconsigliato alle donne in gravidanza (rischio di stimolazione delle contrazioni uterine) e in allattamento, nonché in caso di disturbi digestivi (occlusione, dolori addominali di origine sconosciuta). Una stitichezza persistente richiede inoltre un parere medico. In sintesi, l’olio di ricino per via orale non è un comune integratore digestivo, ma un potente purgante da usare con cautela.
L’uso dell’olio di ricino è soggetto ad alcune precauzioni:
Per garantire la qualità, scegliere un olio di ricino puro al 100%, vergine, spremuto a freddo e certificato biologico, senza solventi né pesticidi, confezionato in flaconi di vetro ambrato (che protegge i principi attivi dalla luce) e senza additivi né profumi. Un olio di qualità garantisce una migliore tollerabilità e un'azione ottimale su capelli, unghie e pelle. Disponibile in farmacia, nei negozi biologici e nelle boutique specializzate, sotto forma di olio puro, sieri per capelli o balsami nutrienti.